Spettacolo anti bullismo 300 studenti al Goldoni

Da Amleto fino ai giovani di oggi, quel dubbio rimane. È la scelta di chi si vuole essere, a costo di prese in giro, di qualche “like” in meno sui social. È il coraggio di stare dalla parte del giusto, contro quel bullismo fatto di irrisione, emarginazione, battute. Perché, nella vita reale o in quella virtuale, le cicatrici rimangono. “To Be”, lo spettacolo della compagnia Febo Teatro presentato ieri mattina al Goldoni, ha messo in scena le inquietudini di un liceale d’oggi.
In platea c’erano trecento studenti, tra scuole medie e superiori, di tutta la provincia. La storia ruota intorno a un ragazzo che vive nell’apatia i suoi giorni di scuola. Uno scherzo di cattivo gusto è solo l’ultima goccia che fa traboccare il vaso: “Mi fa schifo tutto”, si sfoga con la bidella, l’unica in grado di consolarlo. La sua ossessione è “To Be”: si tratta di un’app che risponde a qualsiasi domanda, anche quelle esistenziali. Come a dire che i giovani d’oggi cercano risposte in un telefono, una “trappola per insicuri”, e non nella vita reale. Alla fine, nelle parole della bidella, ecco che torna quel dubbio amletico. «Devi essere tu a scegliere chi vuoi essere e chi no. È solo questa scelta, nella vita, a fare la differenza». Lo spettacolo teatrale si colloca tra le iniziative del Miur per sensibilizzare e prevenire fenomeni di bullismo nelle scuole. Il tema è molto sentito dagli studenti, come conferma Raji Colombo, presidente della Consulta studentesca di Venezia: «Ognuno di noi deve capire che il bullismo è una piaga».
Ieri anche due premiazioni: il miglior racconto sul tema è stato di Angela Vesci, 3E del Galilei di Dolo; il miglior selfie a sei studentesse del Levi-Ponti di Mirano. Ecco la didascalia sotto la loro foto: «Ci hanno offese e deriso. Insieme non abbiamo più paura. Ci mettiamo la faccia, il cuore e siamo libere di essere noi stesse». (e.p.)
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