Sottomarina, tuffo nell’acqua è bassa: salvato dai bagnini
Il bagnante, un cinquantenne di Piove di Sacco, non si muoveva dopo aver sbattuto la testa: è stato portato a riva dove ha ricevuto i primi soccorsi

Si tuffa pensando che l’acqua sia più profonda, batte il capo e per qualche istante rimane immobile. Attimi di paura ieri attorno a mezzogiorno, all’altezza dei bagni Perla, dove un uomo di 50 anni, residente a Piove di Sacco, ha rischiato la paralisi.
Fortunatamente dopo l’intervento dei bagnini e i primi soccorsi, il turista ha ripreso a muoversi normalmente.
È stato trasportato in ospedale per gli accertamenti del caso, ma la situazione non destava alcun timore.
L’ennesimo intervento di salvataggio in mare, che ha coinvolto i bagnini della torretta 6, 7 e 8, Jacopo Boscolo Sesillo, Marco Signoretto e Davide Zago, coadiuvati dagli agenti di polizia in servizio con le moto d’acqua e l’unità cinofila della Sics, ha dimostrato ancora una volta l’efficienza del servizio, la professionalità e il tempismo.
L’uomo si trovava all’altezza del palo che delimita le acque sicure e, probabilmente, per un errore di valutazione sulla profondità, si è buttato di testa, finendo per battere il capo sul fondale.
Il bagnino della torretta 7 si è immediatamente tuffato capendo la gravità e dietro di lui, in ausilio, i colleghi delle torrette vicine, gli agenti e l’unità cinofila.
«L’uomo è stato portato a riva e dopo qualche istante di immobilità ha ripreso a muovere le mani», spiega Giorgio Bellemo di Ascot, «sul posto è arrivato il personale del Suem e per precauzione il turista padovano è stato portato in ospedale.
Per fortunata la situazione si è rivelata meno drammatica di quanto successo a chi si è tuffato dai pontili di Jesolo.
Un plauso ai nostri bagnini che hanno dimostrato sangue freddo e professionalità; al buon funzionamento del servizio integrato che da qualche giorno si è arricchito degli agenti in moto d’acqua e ai molti medici e infermieri in vacanza che, accortisi della situazione di emergenza, sono corsi a riva per offrirsi di dare aiuto.
Esempi di solidarietà a cui non siamo più abituati».
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