«Sono un peso». E si uccide a 17 anni

David Peruffo, padovano di Montagnana, da tre anni studiava all’Its nautico Venier: una scelta incomprensibile
Montagnana, 05 Mag 13 Suicidio di David Peruffo di Montagnana, 16 anni. Nella foto: l'abitazione di Davida in via Matteotti 65, nel vicoletto a fianco del palazzo delle poste Ph. Zangirolami
Montagnana, 05 Mag 13 Suicidio di David Peruffo di Montagnana, 16 anni. Nella foto: l'abitazione di Davida in via Matteotti 65, nel vicoletto a fianco del palazzo delle poste Ph. Zangirolami

Morire a diciassette anni senza un perché. Affidare gli ultimi minuti della propria esistenza ad un biglietto di carta e decidere di farla finita una volta per tutte. La morte di un giovane lascia sempre sgomenti, ma il dramma assume tinte ancora più forti quando avviene in questa maniera: David Peruffo, studente dell’Its nautico del polo tecnico Venier di Venezia, ha deciso di togliersi la vita da solo, a 17 anni, nel salotto della propria abitazione, in una grigia domenica pomeriggio. Quando il finto sole che pareva voler riscaldare la giornata è stato sovrastato dalla pioggia scrosciante. Un segno, forse anche questo, mandato dal cielo per protestare contro la tragedia che stava vivendo Montagnana, città murata della Bassa Padovana.

È successo in via Matteotti: erano le 15 e David aveva appena pranzato con la famiglia nella casa della nonna. Con lui, oltre ai genitori, c’erano anche zie e cugini. A quell’ora il diciassettenne ha salutato i parenti e inforcato la bici per tornare a casa. In quelle due ore avrebbe dovuto preparare le valigie: ogni domenica pomeriggio, infatti, lo studente partiva in treno alla volta della città lagunare, dove rimaneva per tutta la settimana. Peruffo era iscritto alla scuola di istruzione nautica “Cini-Venier”, che per gli studenti fuori sede mette a disposizione anche un convitto. Era al terzo anno e aveva dimostrato di essere portato per la marina, di amare quell’ambiente e di non soffrire la lontananza da casa.

La mamma Paola sarebbe dovuta tornare a casa alle 17 per raccogliere il figlio da accompagnare alla stazione dei treni. Salita in casa, però, la donna si è trovata di fronte una scena raccapricciante: il figlio aveva deciso di togliersi la vita utilizzando come corda un filo elettrico. L’intervento di soccorsi e forze dell’ordine è stato vano: i sanitari del Suem e i carabinieri della stazione locale hanno solamente accertato il decesso.

La cronaca dell’evento non basta tuttavia a raccontare il dramma avvenuto. Nessuno, infatti, dai familiari agli amici più stretti, riesce a spiegare cosa possa aver spinto il ragazzo a compiere un gesto simile. L’unica testimonianza legata alla scelta del diciassettenne è un bigliettino, lasciato in casa prima di togliersi la vita. «Sono un peso», questa la frase a cui è stato affidato il compito di motivare una tragedia.

Il corpo del giovane è ora nella camera mortuaria dell’ospedale di Montagnana, in attesa che arrivi il nulla osta dell’autorità giudiziaria e che sia decisa la data del funerale. David Peruffo, 17 anni compiuti lo scorso febbraio, è figlio di Edelberto e Paola, stimati titolari del bar Corona di piazza Vittorio Emanuele II di Montagnana, uno dei locali storici del paese. La zia, sorella di Paola, è Loredana Borghesan, sindaco di Montagnana. David aveva ancora una nutrita compagnia di amici nella cittadina, nonostante da tre anni vivesse quasi stabilmente a Venezia. Fino a due anni fa aveva giocato nelle file delle giovanili della Pallacanestro Montagnana.

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