Siccità, Chioggia decide di chiudere le fontane pubbliche

Il sindaco Armelao: «Una decisione presa a malincuore ma tutti dobbiamo contribuire a evitare gli sprechi»

Elisabetta B. Anzoletti
Chioggia chiude le fontane pubbliche per l'allarme siccità
Chioggia chiude le fontane pubbliche per l'allarme siccità

 

Stop alle fontane pubbliche ornamentali. Il sindaco Mauro Armelao ha deciso di contribuire alla razionalizzazione dell’acqua chiudendo temporaneamente le tre fontane cittadine.

Una decisione assunta assieme all’assessora all’Ambiente Serena De Perini dopo aver appreso da Veritas della necessità di bloccare l’impianto di potabilizzazione di Cavanella per la risalita importante del cuneo salino lungo il fiume associata alla grave fase siccitoria.

Tenendo conto dello scenario di emergenza idrica che sta coinvolgendo anche il Veneto la giunta comunale ha deciso di adottare misure concrete per contribuire al risparmio della risorsa idrica.

«A malincuore ho disposto la chiusura temporanea delle fontane pubbliche ornamentali», spiega il sindaco, «una decisione che non avrei mai voluto assumere, ma oggi ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte. Le istituzioni devono essere le prime a dare il buon esempio.

Rivolgo un appello a tutti i cittadini, alle attività economiche e ai turisti affinché utilizzino l’acqua con la massima attenzione, evitando ogni spreco. Chiedo di limitare tutti gli utilizzi non essenziali, ricordando però che l’igiene personale e le esigenze igienico-sanitarie restano una priorità assoluta e non devono essere sacrificate.

È invece fondamentale rinunciare agli sprechi e adottare comportamenti responsabili, perché piccoli gesti quotidiani possono fare una grande differenza nella tutela di un bene prezioso.

Sono consapevole che questo provvedimento comporterà qualche sacrificio, ma sono altrettanto convinto che la nostra comunità saprà dimostrare, ancora una volta, senso civico e responsabilità.

L’amministrazione comunale continuerà a monitorare costantemente l’evolversi della situazione in stretto contatto con Veritas, Regione e enti competenti, adottando ogni ulteriore misura che dovesse rendersi necessaria per tornare a livelli normali».

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