Sì del Consiglio a Torre Cardin E l’Enac diventa possibilista

Passa a larga maggioranza il via libera alla conferenza dei servizi che valuterà il progetto L’Ente per l’aviazione civile: «Ultime verifiche in corso». Forse sull’altezza si andrà a una deroga
Di Mitia Chiarin
----- Original Message ----- From: Adriano Agostini To: maurizio caiaffa Sent: Tuesday, January 05, 2010 5:33 PM ----- Original Message ----- From: Adriano Agostini To: nuova servizio Sent: Tuesday, January 05, 2010 4:26 PMSubject: vm101f .................................................................. adriano agostini capocronista Nuova Venezia San Lio 5653 tel. 041.2403111 fax 041.5211007 - Il progetto voluto e disegnato dallo stilista Pierre Cardin
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«Mi ha telefonato il presidente dell’Enac e sembra che per il Palais Lumière si vada verso il via libera alla deroga. Ma la certezza arriverà solo nei prossimi giorni». La notizia l’ha data ieri il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, aprendo i lavori del consiglio comunale che ha votato – nella sede del municipio di Mestre in via Palazzo, dopo cinque ore di dibattito con gli interventi di tutti i consiglieri – il mandato al primo cittadino a partecipare il 26 luglio alla conferenza di servizi che deve valutare la bozza di accordo di programma che sta alla base del mega progetto da 2 miliardi e mezzo di euro. È il sogno di Pierre Cardin, che vuole costruire un grattacielo di 250 metri affacciato sulla laguna, nell’ex area industriale di Marghera. Il voto alle 20.30: 28 favorevoli, 3 contrari (Bonzio, Scarpa e Gavagnin) e l’astensione di Caccia.

Tre torri di 66 piani, con alberghi, ristoranti, appartamenti di lusso e la sede dell’Accademia della Moda che il grande stilista di origini venete vorrebbe lasciare alla sua terra d’origine. Un progetto che piace alla Regione di Luca Zaia, ma che ci ha messo un anno, è stato ricordato ieri, ad approdare dalla Regione al Comune di Venezia, si sono lamentati dall’opposizione di centrodestra.

In quattro mesi, e quattro sedute di commissione, il progetto è arrivato al primo dei due voti che deve dare il consiglio comunale, hanno replicato dal centrosinistra. Il primo, il mandato al sindaco a partecipare alla conferenza di servizi con la Regione e gli altri enti interessati, sarà seguito entro 30 giorni dalla ratifica dell’accordo di programma.

Quel limite dei 140 metri di altezza, previsto da Enac nei 18 chilometri di raggio attorno all’aeroporto di Tessera, potrebbe essere superato, ha ribadito ieri Orsoni, da una deroga. L’ente sta ultimando le verifiche sulla sicurezza. Lo ha confermato al telefono il presidente Vito Riggio.

Si vocifera che il parere arriverà il 25 luglio, il giorno prima della conferenza di servizi.

Orsoni ha spiegato, nel suo intervento, gli enormi vantaggi per la città delle torri di Cardin: «Il Palais Lumière non è banale speculazione edilizia, ma un progetto idoneo a riqualificare il territorio sul piano economico e culturale; un volano per altre iniziative di sviluppo», ha sottolineato il sindaco, illustrando i vantaggi del progetto e la sua ricaduta in termini di nuovi posti di lavoro (almeno 4-5.000) e opere complementari di interesse pubblico: dal teatro alla piscina alla nuova viabilità e al tram. Insomma, per il sindaco il Palais di Cardin è un progetto molto importante da «portare a casa».

Ma il voto del consiglio, dopo una discussione che è andata avanti fino alle 20.30, è stato sofferto. Centrodestra compatto a sostenere il sì al mandato al sindaco Orsoni, convinti dal Pdl di Zuin alla civica “Impegno per” di Boraso passando per la Lega Nord di Vianello che l’operazione immobiliare sia un bene per la città e che l’occasione non vada persa. L’opposizione ha ribadito più volte la propria «responsabile», presenza in aula «per garantire il numero legale» e il voto favorevole a una maggioranza dai numeri risicati. Dal Pd, Borghello ribatte che le assenze di alcuni consiglieri «sono conosciute per ferie e malattie e impegni serali alla festa Pd di Campalto». La maggioranza si è mostrata cauta se non addirittura scettica, a tratti, sul progetto.

I dubbi sono tanti tra i consiglieri di Pd, Udc, lista In Comune. I motivi sono quelli noti. Cardin porterà a termine l’opera che tutti vedono come una grande occasione per la città? La torre porterà vera occupazione e benefici? Dalla maggioranza ci si vuole vedere chiaro, comprendendo l’importanza della partita in gioco. La parola fiducia echeggia più volte in aula.

«Assurdo buttare un’occasione così, troppo facile dire no», dice Guzzo (Idv), che vota a favore con il Psi di Giordani. Contrari Scarpa (gruppo misto) che parla di «abominevole opera» e Sebastiano Bonzio (Federazione della sinistra). Vota contro anche il grillino Marco Gavagnin che ricorda i divieti alle barche per la festa del Redentore «mentre poi si chiede di derogare sulle altezze perché arrivano 2 miliardi di euro». Si rischia l’incidente “diplomatico” con l’assessore alla mobilità Ugo Bergamo, per un emendamento Pd, che con il parere favorevole della giunta, chiede di valutare anche un mezzo di trasporto alternativo al tram, per accontentare l’Idv. Il Pdl Centenaro chiede le dimissioni di Bergamo, che poi ribadisce che uno studio sulla nuova linea sarà consegnato al sindaco.

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