Si allarga l'ordinanza anti degrado: vietato fermarsi con le prostitute

MESTRE. Il divieto di fermarsi a contrattare con le prostitute allargato anche a via Piave. La decisione del Comune, che si tradurrà in un’ordinanza, è stata presa anche per rispondere alle richieste della cittadinanza che sollecita interventi anti degrado in una zona a rischio come rimane l’area a ridosso della stazione ferroviaria. Al provvedimento ci stanno lavorando il comando della polizia locale e il direttore generale Marco Agostini. Come per il Terraglio e via Fratelli Bandiera sarà vietato ai clienti fermarsi in via Piave e laterali per contrattare con le prostitute o per farle salire in auto. In via Piave rimane in vigore, ma praticamente non rispettata, un’ordinanza del sindaco - prima giunta Cacciari - che istituiva il divieto di passaggio nelle ore serali ai veicoli dei non residenti. Prima atto, nel Comune di Venezia, per contrastare o meglio governare, il fenomeno della prostituzione. Ordinanza che risale a metà degli anni Novanta, emessa per far fronte alle proteste degli abitanti del Quartiere Piave, assediati, ogni sera, da decine di prostitute.

Puntare allo “zoning” (insieme di azioni per far spostare le prostitute da aree a forte impatto con la popolazione a zone dove non creano disturbo) per tutelare i cittadini che subiscono la prostituzione sotto casa, per offrire protezione sociale a chi decide di uscire dal sistema di sfruttamento, per attuare azioni di prevenzione sanitaria e di contatto diretto con chi si prostituisce: sono questi i tre obiettivi fondamentali che ispirarono l'ordinanza firmata dall’allora sindaco, Massimo Cacciari, per il contrasto del fenomeno della prostituzione di strada in alcune aree di Marghera e di Mestre - Terraglio. Stessi obiettivi per la futura ordinanza destinata a via Piave. L’ordinanza entrò in vigore alle 20 del 4 dicembre 2009, su 117 strade comprese sull'asse via Fratelli Bandiera, a Marghera, e via Terraglio, a Mestre.

Il divieto è di contattare chi esercita l'attività di prostituzione o che, come recita l'ordinanza, “per l'atteggiamento, ovvero per l'abbigliamento e per modalità comportamentali che manifestino comunque l'intenzione di esercitare l'attività consistente in prestazioni sessuali nonché concordare con gli stessi prestazioni sessuali sulla pubblica via”; a essere sanzionato sarà quindi il cliente e non la prostituta. La sanzione va da un minimo di 100 euro a un massimo di 400 euro. Un’ordinanza anti prostituzione a sostegno del progetto “zoning”, per spingere le ragazze su aree individuate nella zona industriale di Marghera.
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