Sede della Croce Rossa in vendita pronta anche una cordata italiana

Jesolo. Dopo l’interesse di un gruppo di imprenditori russi, il prezzo richiesto è salito a 50 milioni Il comitato cittadino rilancia il progetto del polo termale. Il Sel chiede chiarezza sull’operazione
Di Giovanni Cagnassi
MORSEGO JESOLO: CENTRO CROCE ROSSA ITALIANA. 08/01/09 LIGHT IMAGE
MORSEGO JESOLO: CENTRO CROCE ROSSA ITALIANA. 08/01/09 LIGHT IMAGE

JESOLO. Croce Rossa in vendita, anche un cordata di imprenditori italiani è pronta a farsi avanti. Non ci sono quindi solo i russi, che avrebbero fatto una perizia sul costo effettivo per concludere l’affare, ma anche un gruppo di italiani interessati all’acquisto dell’area.

Il problema però è che la Croce Rossa sembra voglia non meno di 50 milioni di euro per vendere la struttura di via Levantina e fare i bagagli, visto che a Jesolo non è stata spesso capita e utilizzata secondo le sue potenzialità, mentre è sempre al centro delle polemiche per l’arrivo di migranti che nessuno vuole in una città balneare. Questa la cifra richiesta, la sola che potrebbe convincere i vertici dell’ente ad andare via una volta per tutte da Jesolo dopo questi anni burrascosi in cui è stata oggetto di infuocate polemiche sulls sua permanenza, sempre con la spada di Damocle dell’arrivo dei profughi che pendeva sulla struttura. Una vasta area verde frontemare, con immobili e posti letto al pari di veri alberghi, mense, sale studio e conferenze. Sicuramente un sito di grande importanza che non è mai stato utilizzato secondo le sue reali potenzialità.

Il Sel, con Salvatore Esposito, attacca: «Se la Croce Rossa dovesse essere venduta, non lo farà certo ai russi, questo è uno specchietto per le allodole, ma a qualche cordata italiana che avrà interesse a usufruire anche degli spazi dell’ospedale. Faremo di tutto perché sia fatta chiarezza su queste operazioni anche con i deputati in Parlamento visto che l’onorevole Marcon era già arrivato a suo tempo a Jesolo per un sopralluogo della struttura».

Il Comitato per le terme di Jesolo, fondato da Claudio Ferro, è intervenuto a sua volta nel dibattito. «Ora che il sito della Croce Rossa», dice, «è diventato di interesse di investitori privati, ricordiamo alla amministrazione comunale che esiste una chiara e tuttora mai modificata posizione del Comune di Jesolo. che vuole indicare in quell’area la realizzazione di un polo termale e turistico ricettivo,   come da delibera del Consiglio comunale. Un progetto che per la città può diventare un’opportunità in più da garantire all’offerta turistica per tutto l’anno, a maggior ragione oggi, considerato che l’ospedale di Jesolo assumerà un’importante valenza riabilitativa come polo di eccellenza.   L’hotel potrebbe anche andare bene, ma come parte di un centro termale più grande che si sviluppi in quest’area della Croce Rossa che sarebbe perfetta. Altrimenti non si creerà una vera offerta turistica alternativa per la città, ma l’ennesima struttura alberghiera».

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