Uno su due sceglie il liceo, male i tecnici. Elementari e medie sempre più vuote
L’Ufficio scolastico ha pubblicato i dati delle iscrizioni al prossimo anno scolastico: successo per i percorsi scientifici. Qualche iscritto in più nelle scuole paritarie. Infanzia in crisi con sezioni tagliate

I licei tengono, gli istituti professionali crescono e i tecnici calano. E la filiera del 4+2 decolla. Questo il quadro che emerge dai dati delle iscrizioni per il prossimo anno, resi noti dall’Ufficio scolastico regionale (Usr). Intanto, il calo demografico galoppa e si fa sentire soprattutto alle elementari e alle medie.
Passione liceo
Dei 6.017 quattordicenni di tutta la provincia che il prossimo settembre inizieranno le superiori, ben 2.943 - quasi la metà - hanno scelto un liceo, dato leggermente cresciuto rispetto allo scorso anno, quando gli iscritti erano stati 2.931. A trainare, lo scientifico e scienze applicate. Ma rimontano anche il classico e l’artistico, particolarmente in sofferenza lo scorso anno.
In picchiata, invece, le iscrizioni negli istituti tecnici: dai 2.420 del 2025, quest’anno si è scesi a 2.295, di cui circa il 21% ha scelto indirizzi del settore tecnologico, da meccanica a elettronica e informatica, a discapito della ragioneria e del turistico, che si fermano sotto il 17%. In aumento, invece, le iscrizioni negli istituti professionali: ben 709 quelle di quest’anno, contro le 682 del 2025.
Un successo, infine, i percorsi quadriennali della filiera tecnologico-professionale (4+2): in tutta la regione si contano in totale 302 iscrizioni (di cui 181 al tecnico e 121 al professionale) in consistente aumento rispetto allo scorso anno, quando gli iscritti agli indirizzi sperimentali erano stati 91. Numeri, questi, in linea con i dati nazionali anche se il boom dei nuovi percorsi articolati in quattro anni si è sentito maggiormente al Sud.
Il calo nel primo ciclo
L’inverno demografico si avverte soprattutto alle elementari e alle medie, dove gli iscritti saranno 11.114, contro gli 11.156 del 2025. Il crollo, però, si era già sentito lo scorso anno: rispetto all’anno scolastico 2024-2025 erano già stati persi 784 alunni. Una botta per gli istituti comprensivi.
«Stiamo iniziando a vedere gli effetti del calo delle nascite anche nella scuola dell’infanzia» spiega Luigi Zennaro, referente per il Veneziano dell’Associazione nazionale dei presidi e dirigente all’Ic di Sottomarina Nord. «Il trend è chiaro e non vedo un cambio di passo, perciò credo che andremo verso ulteriori accorpamenti degli istituti comprensivi» fa sapere.
ipotesi accorpamenti
Certezza, questa, che arriva anche dal Ministero dell’istruzione: se nel 2024 sono state 32 le scuole del Veneto ad essere oggetto della “cura dimagrante” del sistema scolastico, voluta dal ministro Giuseppe Valditara, entro il 2027 saliranno a 42.
«Gli accorpamenti creano inevitabilmente dei problemi, fare il dirigente con 500 alunni o con 1.500 è diverso» aveva già spiegato Zennaro al momento del ridimensionamento degli istituti nel Veneziano. «Ci sono delle difficoltà anche con l’assegnazione dei collaboratori scolastici, non per mancanze dell’Ufficio scolastico regionale ma per meccanismi che non funzionano a livello centrale. Tutto dipende da che tipo di scuola vogliamo».
Le scuole paritarie
Sembrano reggere, anche se con una lieve diminuzione degli iscritti, le scuole paritarie. Se lo scorso anno, tra elementari, medie e superiori, gli iscritti erano 328, ora il numero è sceso a 247. Il calo, in questo caso, riguarda solo le medie, dove gli studenti passano da 117 a 111. Aumentano, invece, alla scuola primaria, passando da 119 a 136, e una lieve crescita si registra anche alle superiori, dove da 92 passano a 103.
Le classi
Ancora tutta da vedere la partita della formazione delle classi: molto dipende dalla presenza di alunni con disabilità e bisogni educativi speciali, che cambiano gli equilibri numerici. Discorso, questo, che gli istituti affronteranno solo più avanti. —
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