Fiori e il suo peluche per il ritorno di Giada da Dubai: «Un abbraccio e l’incubo è svanito»
La studentessa di Mestre è tornata a casa. Chi è a Dubai da tempo resta. Dario Campidotto: «Lo scudo aereo funziona, ci sentiamo al sicuro».

Un abbraccio che cancella la paura. Ieri, 3 marzo, sera all’aeroporto di Malpensa Giada Ronchin, la studentessa mestrina di 17 anni, ha riabbracciato i genitori. Era a Dubai con altri 200 liceali italiani per il progetto “Ambasciatori del futuro” del World Student Connection.
Mamma e papà le hanno portato il suo pupazzo preferito e un colorato mazzo di fiori. «Adesso che è con noi passa tutto. La giornata peggiore è stata quella di sabato 7 marzo sera. Ora speriamo che la sua vita torni alla normalità, senza manco un incubo di notte», racconta mamma Isabella. Sono poi rientrati in auto a Mestre.

Chi rimane a Dubai
«A Doha e in Bahrein sono caduti missili. Qui sono stati intercettati 500 droni e 170 missili grazie allo scudo aereo. E l’altra sera hanno creato un primo corridoio d’emergenza per gli aerei», ci racconta il mestrino Dario Campigotto, che da 10 anni vive a Dubai ed è responsabile commerciale per Medio Oriente e Africa per la Riello. Campigotto vive a Dubai con la moglie e tre figli. In questi giorni ospita per una vacanza la madre 78enne, che vive a Mirano. La signora sta aspettando il momento giusto per rientrare in Italia.
Campigotto spiega: «Sabato con l’annuncio che gli Stati Uniti e Israele avevano attaccato l’Iran un po’ di sorpresa c’è stata. I target rimanevano principalmente le basi americane nel territorio emiratino. Ad Abu Dhabi c’è stato un morto. Dopodiché il sistema di difesa aereo emiratino, che è il più avanzato al mondo (non lo sapevo, ce l’hanno uguale solo loro gli americani) è entrato in funzione. Abbiamo cominciato a sentire nel pomeriggio le prime intercettazioni da terra dei missili. Alle 18 tuonava nel cielo a causa delle raffiche forti. Effettivamente c'è stato un po’ di panico. Però erano solo le intercettazioni a terra. I danni, limitati a strutture, sono stati provocati dai relitti che cadevano dal cielo». Il professionista non tornerà. «La mia vita è qui. E non vedo l’ora di viaggiare in giro per il mondo».
Fratello e sorella
A Dubai si sentono al sicuro e non hanno l’esigenza di rimpatriare neanche Angela e Giacomo Sidran, figli dell’ex sindaco di Fossalta di Portogruaro, Natale Sidran. Lavorano nel settore immobiliare.
«Dubai e le aree residenziali non sono prese di mira. Gli Emirati Arabi Uniti – spiega Angela - dispongono di uno dei sistemi di difesa più avanzati al mondo e il governo emiratino ci tiene costantemente aggiornati. Al momento stiamo seguendo con attenzione l’evolversi della situazione e attendiamo eventuali nuove indicazioni dalle autorità».
Giacomo aggiunge. «A oggi, stando alle fonti ufficiali, il bersaglio sono le basi, non la popolazione. La situazione nel Paese è sotto controllo e le uniche aree sottoposte a un certo rischio sono gli insediamenti militati Usa e i territori limitrofi. La città di Dubai rimane un luogo dove la vita, pur con la dovuta cautela, continua».
Papà Natale a casa non è sereno. «Temo molto la casualità degli eventi». —
Ha collaborato Rosario Padovano
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