Scorta ai sauditi reali mentre è in ferie agente salvato dal Tar

Assistente capo della Questura di Venezia, durante alcuni giorni ferie, aveva fatto da scorta alla famiglia reale saudita, atterrata con un aereo privato a Tessera, facendola uscire dai varchi di...

Assistente capo della Questura di Venezia, durante alcuni giorni ferie, aveva fatto da scorta alla famiglia reale saudita, atterrata con un aereo privato a Tessera, facendola uscire dai varchi di servizio della zona aeroportuale “air side”, senza le autorizzazioni previste e accompagnandoli poi sulle piste da sci di Cortina. I fatti risalgono al febbraio 2010, quando il poliziotto - per 12 giorni in ferie - era stato di fatto il body guard privato di alcuni membri della famiglia reale, ai quali - secondo l’accusa - «aveva prestato assistenza continuativa».

Subito era arrivato il provvedimento disciplinare di sospensione dal servizio per 3 mesi, annullato però dai giudici del Tar per l’irregolare composizione dell’organo che aveva deciso la sanzione. Così, nel gennaio del 2011, il Capo della Polizia aveva nuovamente firmato la sospensione disciplinare dal servizio nei confronti del poliziotto. Fatti curiosi che tornano oggi di attualità, perché i giudici del Consiglio di Stato hanno definitivamente cancellato la sanzione disciplinare a carico del poliziotto. Non che fosse immune da richiami, anzi: ma «anche se appare di una certa gravità il comportamento dell’incolpato, coinvolto in comportamenti e frequentazioni non chiari con alte personalità straniere, nondimeno» - scrivono i giudici d’appello - c’è stato un errore procedurale, in quanto la commissione di disciplina che ha giudicato il comportamento dell’agente è stata nominata dopo la data di contestazione degli addebiti. Un errore formale, che lascia senza macchia il curriculum disciplinare del poliziotto scorta privata della famiglia reale saudita. —

R.D.R.

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