Scoppia un altro incendio in mansarda

Fiamme all’ultimo piano del palazzo dove era bruciato il salone di bellezza. Escluso un collegamento tra i due episodi
Di Manuela Pivato
INTERPRESS/TAGLIAPIETRA.INCENDIO IN FREZZERIA-.25.10.2013.-
INTERPRESS/TAGLIAPIETRA.INCENDIO IN FREZZERIA-.25.10.2013.-

Spento un incendio, ne è subito scoppiato un altro. Stessa calle, stesso palazzo, due piani più in alto. A prendere fuoco, ieri pomeriggio intorno alle 16.30, è stato il sottotetto mansardato, di un appartamento, al terzo piano del civico 1763 in Frezzeria. Se all’inizio si è pensato ad un collegamento con l’incendio avvenuto la notte di mercoledì nel salone di parucchiera al secondo piano, in serata ad incendio spento, i vigili del fuoco hanno escluso questa ipotesi. Tra le altre cose giovedì mattina, a incendio spento, nel salone gestito da Jessica De Lazzari, erano ripartite dietro una parete in cartongesso.

In pochi minuti il cielo si è riempito di fumo, il pensiero è volato indietro di una quindicina d’anni, qualcuno ha dato l’allarme e l’intera zona è stata isolata. Per precauzione, gli inquilini vicini sono stati evacuati mentre a commercianti ed esercenti è stato chiesto di restare all’interno dei negozi in attesa che i vigili del fuoco spegnessero l’incendio e mettessero in sicurezza l’edificio.

Un incendio davvero singolare, scoppiato a 36 ore di distanza da quello di mercoledì notte quando il fuoco, partito dalla zona privata del salone – un’area che la titolare usava per riposare e il cui impianto elettrice era appena stato rifatto - si era rapidamente propagato al resto del locale distruggendolo. L’intervento dei vigili del fuoco era durato quasi dodici ore e si era concluso con la bonifica dell’intero salone di bellezza con le termocamere per verificare che non ci fossero focolai nascosti.

Giovedì mattina, però, un altro principio d’incendio era ripartito da dietro una parete in cartongesso. Ieri mattina a mezzogiorno, quindi, un altro sopralluogo per controllare che tutto fosse a posto e cercare di scoprire le cause dell’incendio. Poche ore dopo, il terzo incendio. Questa volta al terzo piano, dove c’è l’appartamento di un architetto che proprio ieri pomeriggio era entrato nell’abitazione per verificare che l’incendio al salone non avesse causato danni anche al suo appartamento. L’appartamento, che viene affittato settimanalmente ai turisti, al momento dell’incendio era vuoto e, per accedervi, i pompieri hanno dovuto forzare la porta d’ingresso.

Le fiamme hanno mandato in frantumi i vetri delle finestre e si sono liberate nell’aria lambendo il tetto e l’altana. Due squadre dei vigili del fuoco e gli agenti del commissariato di San Marco sono subito arrivati in bacino Orseolo mentre i vigili urbani hanno transennato la zona con il nastro bianco e rosso.

Entrati nell’appartamento, hanno provveduto a domare le fiamme grazie alle manichette d’acqua dolce che, se ha fatto meno danni di quella salata, non ha però risparmiato il negozio d’antiquariato a piano terra dell’edificio, al civico 1762, che si è ritrovato con il negozio allagato. Per tutta la notte i pompieri hanno presidiato l’edificio per controllare che l’incendio non si riattivasse. Resta il mistero sulle cause di questi due incendi. Nessuna ipotesi viene esclusa, nemmeno quella del dolo.

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia