«Sconcerto per gli atteggiamenti violenti»

Continua a infiammare il dibattito non solo cittadino, con favorevoli e contrari la proposta del consigliere della Lista in Comune Camilla Seibezzi, delegato del sindaco ai diritti civili e alle politiche contro le discriminazioni, di sostituire nei moduli per gli asili-nido le diciture di mamma e papà con quelle di genitore 1 e genitore 2.
La Consulta delle Cittadine, con la presidente Maria Teresa Menotto esprime solidarietà e sostegno alla consigliera comunale.
«L’Ufficio di Presidenza della Consulta delle Cittadine del Comune di Venezia - si legge in una lettera - esprime la propria solidarietà alla consigliera comunale Camilla Seibezzi e il proprio sconcerto per i toni e gli atteggiamenti violenti di cui è stata vittima. In merito alla proposta di modifica della modulistica comunale, che sostituisce la dicitura padre e madre con la più inclusiva parola 'Genitori', riteniamo che accogliere e prendere atto dei mutamenti della nostra società e dei modelli di famiglia esistenti, sia un atto dovuto da parte dell’Amministrazione che deve garantire a tutti il diritto di cittadinanza, a prescindere dalle scelte affettivo-sessuali, e mettere in atto pratiche e politiche non discriminatorie. Il riconoscimento di un concetto più ampio di genitorialità nasce dall’esigenza di mettere al centro la/il bambina/o, riconoscendo loro il pieno diritto a sentirsi parte di una società che non li svantaggi o discrimini, a prescindere dal tipo di famiglia in cui siano nati. Auspichiamo quindi che il dibattito rientri nei termini del confronto corretto tra posizioni diverse, perché quanto accaduto in questi giorni nei confronti di Camilla Seibezzi, delegata ai Diritti Civili del Comune di Venezia, colpita e ingiuriata perché portatrice di una diversa scelta affettiva, è assolutamente intollerabile». Contrario invece il senatore dell’Udc Antonio De Poli. «Le parole “mamma” e “papà” sono le più belle. Non sono d'accordo», sostiene De Poli con l’argomento secondo cui "con la scusa di adeguarsi all'Europa - la consigliera Seibezzi ha precisato in una nota che il provvedimento è volto all'osservanza delle indicazioni dall'Unione europea -, non possiamo cestinare il valore della famiglia sostituendo i termini “mamma” e “papà” con “genitore”. Abbiamo già chiesto, come Udc, al sindaco Orsoni di esprimersi in modo chiaro e netto sulla questione».
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