Chioggia, bagarre in consiglio: schiamazzi, sospensioni e colpi di scena

Oltre un centinaio di cittadini di via San Zeno ha partecipato alla riunione di giovedì sera e ha protestato contro il taglio degli alberi 

Daniele Zennaro
L'ultimo consiglio comunale, finito nel caos
L'ultimo consiglio comunale, finito nel caos

Urla, schiamazzi, proteste ed errori tecnici: il Consiglio Comunale di giovedì sera, al quale hanno assistito oltre un centinaio di residenti del quartiere di via Nicolò Zeno, interessati alla vicenda degli alberi tagliati del parco per far posto ad un asilo nido, finisce nel caos, in una gazzarra mai vista, con tre sospensioni e la rabbia dei cittadini cresciuta quando si è intuito che non ci sarebbe stato confronto, nonostante le richieste avanzate. Giardini di via Zeno che, va detto, non erano presenti tra gli ordini del giorno in programma ma che la partecipazione di così tanti cittadini ed un dispiego inusuale di forze dell'ordine (polizia, carabinieri e polizia locale) aveva portato a pensare che, comunque, se ne sarebbe discusso.

E infatti, su richiesta della consigliera dem Barbara Penzo, si era messa al voto, dopo una prima sospensione avvenuta a soli due minuti dall'inizio del Consiglio Comunale, la possibilità di inserire la discussione tra gli ordini del giorno e con 21 voti favorevoli ed uno solo contrario (Brunetto Mantovan di Forza Italia) il provvedimento era passato anche se relegato in coda a tutti gli altri interventi. A questo punto, per non fare attendere i cittadini fino a tarda notte, il capogruppo del Partito Democratico Lucio Tiozzo ha chiesto l'inversione degli ordini del giorno e la possibilità di discutere dei giardini di via Zeno e del nuovo asilo che sorgerà al posto degli alberi abbattuti al primo punto anziché al quinto.

Tutto lasciava intendere ad una soluzione bonaria e ad un confronto tra la gente, il sindaco Armelao e tutta l'Amministrazione Comunale ed invece è arrivato il clamoroso colpo di scena, perché la maggioranza ha votato a sfavore dell'inversione dei punti in discussione, scatenando la bagarre.

Il presidente del Consiglio Comunale, Beniamino Boscolo Capon, ha addirittura minacciato di allontanare i cittadini dall'aula e di procedere i lavori a porte chiuse. Al grido di  «vergogna, andate a casa», la rabbia dei presenti è montata a tal punto che si è dovuto procedere ad una seconda sospensione, con i lavori ripresi una terza volta alle 21 e 19, dopo una serie di trattative e soprattutto con i rappresentanti del quartiere di via Zeno decisi a non lasciare il municipio. Il sindaco ha provato a spiegare che il progetto dell'asilo nido era stato illustrato nel corso di una commissione consiliare e poi approvato in Consiglio Comunale il 29 gennaio e che da allora non c'è stata alcuna proposta da parte delle minoranze. Parole che stavolta hanno scaldato e aizzato i consiglieri di opposizione, con l'appoggio dei cittadini presenti, e zittito il sindaco, tanto da sospendere il Consiglio per la terza volta.

Alla ripresa alle 22.20, prova a parlare l'assessora Orlando sul bilancio in discussione ma viene interrotta dagli schiamazzi e rinuncia a proseguire. Quindi i lavori, a stento, proseguono con gli altri ordini del giorno ed il presidente del Consiglio che comunica di avere commesso un errore perché per regolamento non si poteva inserire un nuovo ordine del giorno in corso d'opera, senza essere discusso nella capigruppo. E' ormai passata la mezzanotte, ai cittadini esasperati presenti viene dato appuntamento a mercoledì (ore 16) dove ci sarà il confronto in una commissione consiliare nella quale saranno ammessi a parlare.

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia