Schede prepagate per i detenuti

«Una telefonata allunga la vita ...» recitava un famoso spot interpretato da Massimo Lopez. «Una telefonata ti dà una sensazione di libertà e di normalità» raccontano oggi i detenuti del carcere circondariale maschile di Santa Maria Maggiore. Dallo scorso 23 marzo l'istituto ha attivato il nuovo sistema per le telefonate dei detenuti a schede prepagate. Ogni scheda ha il costo di due euro, una sorta di cauzione che poi viene restituita. La scheda ha un codice cliente e può essere caricata fino a un massimo di 20 euro. Inoltre sono state installate quattro linee telefoniche - erano due - quindi quattro persone possono chiamare contemporaneamente e per la maggiore capacità delle linee telefoniche possono essere consentite più chiamate che in passato purché vi siano sufficienti garanzie sull'identità dell'interlocutore.
Il carcere di Santa Maria Maggiore è ora dotato di otto punti telefonici che sono provvisti di una campana per garantire la riservatezza della chiamata e collocati su ogni piano detentivo. Ciò significa che ciascun detenuto ha il telefono nel piano dove si trova. L'innovazione è stata subito ben accolta da tutto il personale di polizia penitenziaria e dai detenuti (attualmente sono circa 230).
La direttrice Immacolata Mannarella spiega che la richiesta era stata avanzata da tempo. «Ci siamo attivati appena abbiamo ricevuto il finanziamento. I detenuti si sentono più liberi e non sono più condizionati dai nostri orari. Dal punto di vista organizzativo è uno sgravio di lavoro non indifferente. Prima ogni pomeriggio c'era bisogno di un agente che stabilisse il contatto».
Il comandante Giacomo Prudentino aggiunge: «Con il nuovo sistema a schede prepagate c'è meno burocrazia. È un miglioramento per i detenuti e per il personale». La telefonata ha una durata massima di 10 minuti, quando manca un minuto si sente un “bip” di avviso. È cambiato anche l'orario. Prima potevano chiamare dalle 17 alle 19.30, ora dalle 9 alle 11 e dalle 14.30 alle 19.30. La vita fuori dal carcere va di fretta, da oggi corre un po' più veloce anche dentro.
Nadia De Lazzari
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