Sant’Erasmo, chiude l’unica banca

I residenti dell’isola mobilitati scrivono alla direzione di Milano: «Come faranno gli anziani a ritirare la pensione?»

SANT’ERASMO. «Ognuno di voi è importante per noi». Uno slogan coniato dalla Bpm, la Banca popolare di Milano, il giorno dell’apertura del suo nuovo sportello a Sant’Erasmo, qualche anno fa. Slogan che suona oggi come una beffa. Perché l’istituto bancario, che ha assorbito il veneziano Banco San Marco, ha annunciato la chiusura della sua filiale dell’isola. Un solo dipendente, orari limitati. Ma un servizio essenziale per le 700 anime rimaste a Sant’Erasmo. Che adesso sono sul piede di guerra. Una assemblea è stata convocata d’urgenza per giovedì mattina alle 10.30 in patronato. «La politica aziendale di spending review non guarda in faccia a nessuno», ha scritto la promotrice Morena Vignotto, «e a farne le spese, in questo caso, sarà anche la filiale di Sant’Erasmo del Banco BPM, unica banca presente in paese. Già diverse filiali sul territorio hanno fatto la stessa fine, e quella di Sant’Erasmo non sarà, probabilmente, neanche l'ultima. Ma almeno le altre isole hanno un’alternativa o lo sportello postale come a Murano».

«Che ricaduta può avere questa scelta sulla cittadinanza e quella parte di paesani che poca dimestichezza ha con internet?», si chiede Morena, «tanti pensionati, abituati a ritirare la pensione ogni mese, e rincuorati dalla possibilità di prelevare il necessario senza doversi spostare molto».

Così insieme ad altri giovani dell’isola, Morena ha inviato agli abitanti una petizione da far avere alla direzione milanese della banca. Per far capire al mondo della finanza che in un’isola come Sant’Erasmo uno sportello, anche se aperto oche ore al giorno e gestito da una sola persona, può essere vitale.

«Caro BPM», comincia la lettera firmata dai residenti, «vieni a Sant’Erasmo. Anche qui ci sono famiglie da tutelare, imprese da sostenere e tradizione da mantenere per i giovani e per il futuro». «Il fatto di essere un'isola con leggi speciali per l'agricoltura», continua l’appello, «l'ha portata ad avere pochi abitanti: ci sono solo un minimarket, un bar-pizzeria, un ristorante, una pensione aperta nell'agosto del 1997 dal Lato Azzurro, oggi albergo, la chiesa parrocchiale, la scuola elementare con pluriclassi, una scuola materna per i pochissimi bambini, un centro sportivo e un centro operativo della protezione civile. E poi ci sono i produttori di vino, miele, orti biologici e tanta voglia di resistere. Mancano la posta, la farmacia… ma in controtendenza ai servizi ridotti. nel 2000 è stato aperto uno sportello bancario del Banco San Marco, oggi BPM. E questo dovrebbe continuare. Aiutateci a riattivare l’economia locale e a contrastare lo spopolamento e l’invecchiamento di una piccola grande eccellenza come Sant’Erasmo». Basterà per convincere la banca a non chiudere? Gli abitanti si augurano di sì.

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