Consegna pasti a domicilio alle persone fragili: scoppia la bufera sul prezzo

A Santa Maria di Sala l’opposizione attacca il nuovo servizio di consegna pasti a domicilio per anziani e disabili: «Non tutti possono permettersi 8,5 euro a pasto»

Alessandro Abbadir
Una consegna di pasti a domicilio
Una consegna di pasti a domicilio

Scontro sul nuovo servizio di consegna dei pasti a domicilio per anziani e disabili a Santa Maria di Sala. Il regolamento, approvato in Consiglio comunale dalla maggioranza, ha scatenato la dura reazione dell'opposizione, che parla di un provvedimento iniquo e privo di tutele. A guidare la carica è Gianpietro Spolladore, capogruppo di Forza Italia e della Lista Salese ed ex assessore ai servizi sociali.

«Nessun aiuto reale sulle tariffe e zero tutele per l'anziano: è solo un catering mascherato» attacca l'esponente della minoranza. «Aiutare i nostri anziani e le persone con disabilità a rimanere nel proprio ambiente familiare non è solo un dovere civico, ma rappresenta il più importante investimento strategico per il bilancio comunale. Poter restare tra le proprie mura domestiche è un fattore di vitale importanza per il benessere psicofisico e la dignità dell'utente stesso, un valore umano che non può essere quantificato».

Spolladore ricorda che la scorsa amministrazione aveva caldeggiato il progetto, ma il testo attuale ne avrebbe snaturato la visione. «La maggioranza ha trasformato un servizio sociale in un freddo sistema di ristorazione a domicilio a prezzo pieno».

Nel mirino di Lista Salese c’è la tariffa di 8,50 euro a pasto, uguale per tutti. Secondo l'articolo 7, solo la quota trasporto sarà agevolata in base all'Isee, il cibo resterà a prezzo pieno. «Si tratta di un'impostazione profondamente iniqua» incalza Spolladore.

«Per un anziano che vive con la pensione minima lo scoglio insormontabile è l’esborso mensile di oltre 255 euro per i soli pasti. Sentirsi rispondere in aula dall'assessore che del servizio “potrebbe usufruirne chiunque” conferma che la maggioranza ha confuso il welfare mirato con un servizio di catering commerciale».

Critiche anche sulla gestione dei volontari, ridotti a corrieri con il divieto di trattenersi o aiutare l'anziano. «L'assistenza domiciliare non è un servizio di Deliveroo» conclude.

Infine, l'opposizione contesta lo stop del servizio nei weekend e l'incognita della "Doppia Governance" con il passaggio delle funzioni all'Ats da settembre 2026. «Siamo e saremo sempre a favore della domiciliarità, ma il welfare ha bisogno di certezze scritte e tariffe eque non di un catering a prezzo pieno» conclude il capogruppo «camuffato da intervento sociale».

Il sindaco Alessandro Arpi difende il provvedimento. «Contro argomentazioni infondate, abbiamo lanciato un servizio che il Comune non aveva con una tariffa super competitiva. Molti utenti anche delle zone di Mestre e di Marghera, che hanno già il servizio pagano quasi 15 euro. Il nostro è stato organizzato al meglio, credo che possa veramente rispondere alle esigenze di tante persone che non riescono a spostarsi. Abbiamo già molte adesioni e va a dare una risposta concreta. Gli assessori e lo staff hanno fatto un ottimo lavoro, daremo un servizio a una tariffa molto competitiva».

 

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