Incendio in casa, papà-eroe salva i due figli piccoli

Le fiamme hanno attecchito su un divano per una sigaretta o un probabile corto circuito. Edificio inagibile, la famiglia ospitata da una delle suocere

Rosario Padovano
La casa andata a fuoco a San Stino
La casa andata a fuoco a San Stino

Casa a fuoco, famiglia sfollata. Paura venerdì pomeriggio in via Gonfi a San Stino di Livenza, non lontano dal cimitero e dalla ferrovia. Si sono messi in salvo il padrone di casa e due figli minorenni.

La moglie e l’altro figlio erano fuori dall’abitazione.

La casa al momento è inagibile: devastato soprattutto il piano di sopra. Il piano terra, invece, può essere sistemato in tempi relativamente brevi, essendoci stati danni d’acqua dopo il necessario intervento dei pompieri.

Al momento i cinque sfollati vivono dalla suocera di lui: ci si stringe un po’ ma sono tutti vivi e nessuno è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso.

Un vero colpo di fortuna, dovuto anche al fatto che il rogo è divampato in pieno giorno.

L’intervento di soccorso è scattato attorno alle 14 di due giorni fa. Sul posto si sono precipitati i vigili del fuoco dei distaccamenti di Portogruaro, Motta di Livenza e Mestre (con l’autoscala). In tutto c’erano più di 20 uomini.

Le fiamme hanno avvolto inizialmente il divano del secondo piano, forse per una presa oppure per una sigaretta lasciata accesa. Le fiamme hanno distrutto rapidamente tutto il piano superiore, mentre il fumo ha rotto le finestre sia dalla parte dell’ingresso che nella zona posteriore. Le operazioni di soccorso sono durate oltre un’ora.

Il padrone di casa è riuscito a mettere in salvo se stesso e i figli. I danni, secondo una prima stima, ammontano a oltre 30 mila euro.

La casa vicina non ha subito alcun danno e non è stata coinvolta nemmeno dal fumo. Sulle cause si continua a indagare. Escluso categoricamente il dolo, si è trattato di un rogo di natura accidentale, forse per una sbadataggine. «Per il momento restiamo da mia suocera» ha detto il padrone di casa a un amico «ringraziamo la disponibilità di alcune strutture ricettive, ma al momento preferiamo restare dalla nonna dei ragazzi».

Intanto, si sono mossi i servizi sociali di San Stino, per individuare almeno una collocazione provvisoria. 

 

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