A San Donà via Formighé resta chiusa: «Mancano soldi per i lavori»
La strada è stata sbarrata dopo l’ultimo incidente che ha visto coinvolta una donna uscita di strada e piombata nel canale con la sua auto. L’assessore ai lavori pubblici Trevisiol: «Ci serve tempo»

Grassaga si ribella sul futuro di via Formighè, chiusa senza ancora sapere quale sarà il suo destino. L'incontro di giovedì 30 luglio con i rappresentanti del Comune di San Donà nella frazione si è risolto con la rabbia dei residenti e l'intransigenza del Comune, espressa dall'assessore ai lavori pubblici Luigi Trevisiol e dai dirigenti convenuti.
Dopo l'incidente stradale che ha visto coinvolta una donna uscita di strada e piombata nel canale con la sua auto, salvata miracolosamente grazie all'intervento di due automobilisti, la strada è stata chiusa anche per le sollecitazioni dell'associazione vittime della strada e del perito Leopoldo Comparin che da tempo segnalava i dissesti e la pericolosità.
Era già chiuso da tempo il collegamento con la Statale 14 Triestina, anche questa dissestata, e adesso i collegamenti con Ceggia sono garantiti solo da una stradina di sassi che si collega nuovamente alla strada dopo il semaforo in direzione Chiarano - Cessalto.
L'assessore Trevisiol è sceso nella fossa dei leoni, bersagliato dalle critiche feroci dei residenti che hanno addirittura consultato dei legali per tutelarsi: «Non possiamo adottare il senso unico alternato», ha detto Trevisiol, «proposta che non convince i tecnici. E serve un investimento complessivo che potrebbe superare il milione di euro per la sistemazione e messa in sicurezza. Risorse di cui al momento non disponiamo. Abbiamo bisogno di tempo per decidere come procedere. Purtroppo sono transitati in tutti questi anni trattori pesanti e camion che hanno dissestato la strada».
I residenti vorrebbero semplicemente che fosse riaperta al traffico. Venerdì 31 luglio verso le 13, un mezzo pesante doveva transitare per consegnare della merce deperibile, oltrepassando il limite posto a 3 km, e non trovando la segnaletica per un percorso alternativo.
L'autotrasportatore ha proceduto comunque, perché nell'ordinanza di chiusura del transito sono previste eccezioni per i frontisti e residenti, cui è garantito. Ma ha trovato le transenne. Ha allora contattato la polizia locale.
«La risposta è stata che non era competenza loro», racconta, «e così ho chiamato la protezione civile. E mi è stato detto che dovevo chiamare la polizia locale. Ho chiesto un' autorizzazione provvisoria a spostare le transenne, per risolvere il problema e tornare indietro, ma nessuno ha più risposto».
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