San Donà, è emergenza sfratti In due mesi a rischio 15 famiglie

SAN DONà. Mamma sfrattata assieme ai suoi due bambini, ennesima emergenza sfratto in città. Ci sono almeno 15 casi da qui ai primi dell’anno, famiglie con bambini, molte straniere e anche italiane che rischiano di finire su una strada nei prossimi mesi. Molte di queste famiglie hanno già chiesto aiuto alle istituzioni, e contestualmente hanno fatto sapere di non essere disposte a cambiare la zona di residenza. E dal municipio è arrivata una risposta secca: «Il Comune non è un’agenzia immobiliare».

Sullo sfratto della signora marocchina, con due figli di 1 e 3 anni ora ospitata, come detto, dalle suore all’istituto Saretta, la vicesindaca e assessora alle opportunità sociali, Silvia Lasfanti, ha precisato che la donna e i suoi figli è una situazione già presa in carico dai servizi sociali che le hanno dedicato molto tempo per trovare soluzioni alla sua situazione di precarietà.

«La signora ha però rifiutato”, spiega la vicesindaca, «le diverse proposte. Gli operatori del Servizio Sociale hanno pure accompagnato la signora al consolato marocchino a Verona per risolvere il problema dei documenti dei suoi figli che non hanno il passaporto. Pertanto non si può affermare che i servizi sociali l’abbiano trascurata».

«L’attuale sistemazione presso la Casa Saretta», aggunge, «è stata individuata dai Servizi Sociali, nell’ambito dell’apposita convenzione stipulata con il Comune. Il dramma abitativo e la questione degli sfratti sono tra le priorità dell’amministrazione, che attualmente sta gestendo numerose situazioni di grande difficoltà, che coinvolgono sia italiani sia stranieri».

«Per risolvere questi problemi», conclude Lasfanti, «è tuttavia necessario un lavoro complesso e una disponibilità, da parte degli utenti, ad accettare le progettualità proposte dai servizi. Il Comune non è un’agenzia immobiliare né una struttura per il collocamento lavorativo. Bisogna rimboccarsi le maniche e collaborare con i servizi per uscire dalle proprie situazioni di difficoltà. Le possibilità ci sono, bisogna volerle cogliere». —

G.C.

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