“Salva Venezia”, dipendenti in ansia

Settimana decisiva per le casse in bilico di Ca’ Farsetti. In attesa del’auspicato decreto del governo “salva Venezia” che annulli, o almeno attenui, le sanzioni previste per lo sforamento del Patto di stabilità, martedì il direttore generale ha convocato la riunione di tutti i direttori di settore mentre mercoledì si riunirà la commissione consiliare Bilancio per valutare gli effetti amministrativi sui conti e vagliare tutte le soluzioni possibili nel caso in cui da Roma non arrivino notizie positive.
A rischio c’è l’intera macchina comunale: gli stipendi dei dipendenti, gli stagionali, i supplenti degli asili ma anche i servizi notturni (come quello dei vigili urbani) che implicano il ricorso agli straordinari. A cascata, l’intera macchina comunale accuserebbe un colpo molto pesante sulle cui proporzioni il vicesindaco e assessore al Bilancio Sandro Simionato continua a fare calcoli e, soprattutto, a sperare che il decreto Salva Venezia alla fine appiani tutto.
«Ribadisco che questo atto non è un regalo nei confronti della città; questo patto di stabilità così com'è concepito risulta infatti particolarmente oneroso per Venezia più che per le altre città - spiega Simionato - Mi stupisco della presa di posizione delle opposizioni: il nostro bilancio è infatti assolutamente in ordine. Lo ribadisco, non è un problema di bilancio ma di patto di stabilità».
Andasse proprio male, i dirigenti comunali stanno limando in queste ore l’eventuale riorganizzazione dei servizi che, tanto per iniziare, passerebbe per il blocco delle assunzioni degli insegnanti con effetti pesanti sulla scuola. «Andasse male è sicuro che non sarà più possibile fare alcune cose ma bisognerà impiegare meglio le energie disponibili» dice ancora il vicesindaco.
E sempre in tema di “liquidità” il sottosegretario all’Economia Paolo Baretta ha preso posizione riguardo la mini Imu che avrà il suo peso anche nelle tasche dei veneziani. «La richiesta dei Comuni di poter gestire in maniera flessibile le aliquote massime dell’Imu, per gli immobili su cui ancora di calcola, e sulla Tasi, mi sembra ragionevole. - spiega Baretta - stiamo comunque parlando di un incremento eventuale dello 0,5 e dell’1 per mille».
Preoccupazione tra i sindacati con i quali l’amministrazione comunale si è incontrata nei giorni scorsi e continuerà a farlo nei prossimi. «È inaudito che la legge preveda che le conseguenze ricadano su personale e servizi. Che colpa ne hanno i dipendenti che hanno lavorato? Le ricadute sarebbero disastrose. Tremila dipendenti coinvolti. Meno servizi ai cittadini. Scuole senza insegnanti. Una follia».
Non fa sconti il consigliere comunale del Gruppo Misto Renzo Scarpa. «In realtà nel 2013 si è ripetuto ciò che era già successo nel 2012 e anche nel 2011 con l’unica differenza che la “solita” manovra di dicembre, cui questa amministrazione usa ricorrere per tamponare gli effetti della mancata programmazione finanziaria, quest’anno non ha funzionato. Si è venduto l’Ospedale al Mare ma non è bastato a coprire tutti i 112 milioni di Euro che mancavano a fine novembre (non solo i circa 65 previsti dal Patto). Sarebbe interessante almeno sapere quali sono state le spese che hanno fatto uscire Venezia dai limiti del Patto di stabilità nella considerazione che Venezia può contare su entrate proporzionalmente superiori a quelle di cittá come Trento o Bolzano».
Manuela Pivato
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