Saluto fascista dopo la vittoria a San Stino, la consigliera neo eletta si dimette

Dopo una settimana di polemiche Laura Motta ha rassegnato le proprie dimissioni. Il sindaco De Stefani che le aveva sollecitate: «Teniamoci alle spalle questa storia e andiamo avanti». 

Rosario Padovano
Laura Motta e il sindaco Gianluca De Stefani
Laura Motta e il sindaco Gianluca De Stefani

Saluto romano per festeggiare la vittoria alle elezioni: la vicenda si conclude con le dimissioni di Laura Motta, eletta consigliera comunale di San Stino lunedì 15 maggio. L'ultima degli eletti in consiglio comunale con141 voti, non entra nemmeno nell'assemblea dopo le polemiche sul suo saluto a braccio teso in occasione della vittoria elettorale del centrodestra.

Il Pd regionale aveva espresso sdegno e condanna per il frame di un filmato, nel quale Motta appariva con il braccio teso, come un saluto romano. Il sindaco Gianluca De Stefani, ha commentato, in modo molto stringato, questa delicata fase dell'amministrazione del Comune. Ha vissuto una settimana sulle montagne russe. «Laura Motta ha rassegnato le proprie dimissioni dal ruolo di consigliere comunale. Le dimissioni, protocollate come da procedura, sono ora al vaglio del segretario comunale per i successivi adempimenti connessi alla surroga del consigliere dimissionario». E ancora. «C'è molto da fare, teniamoci alle spalle questa storia e andiamo avanti. Prossimamente verranno comunicate la nuova giunta e la data di convocazione del consiglio comunale di insediamento».  Nel quale, Laura Motta non ci sarà.

La surroga è pronta. Al posto di Lara Motta andrà la prima dei non eletti, ovvero Laura Scramoncin, espressione di Bivio Triestina, una frazione di San Stino che, per tradizione, era stata in passato terra a maggioranza socialista. Scramoncin era rimasta fuori per sole 3 preferenze. Ne ha totalizzate 138, appunto 3 in meno rispetto a Motta.

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