«Sala prove» in fiamme, salvi i ragazzi
di Marta Artico
Stavano scaldando l’ambiente per poi mettersi a suonare, ma è bastata una scintilla proveniente dalla stufetta a legna, per mandare a fuoco l’intero magazzino trasformato in sala prove da un gruppo di ragazzini non ancora maggiorenni amanti della musica.
E’ accaduto ieri pomeriggio all’incirca alle 15.30 al civico 1907 di San Polo, a due passi dal ristorante “Le Antiche Carampane”. I ragazzi si erano recati all’interno dello stabile al primo piano di un condominio, il magazzino era di proprietà della famiglia di uno di loro, che vive al piano superiore. Per non dar fastidio ai vicini cosa molto facile a Venezia, i ragazzi lo avevano anche rivestito di un materiale isolante e insonorizzante, ma evidentemente infiammabile. Dopo aver acceso la stufa a legno, che a Venezia non è consentita, erano usciti aspettando che facesse un po’ più caldo. Il mix però, è stato micidiale.
Tutto è accaduto in poco tempo. La madre di uno di loro ad un certo punto, vedendo il fumo salire nell’appartamento superiore dove si trovava con parte della famiglia, si è precipitata di sotto con l’altro figlio, accorgendosi che la situazione era oramai degenerata. Ha cercato di entrare nel magazzino, ma era praticamente impossibile. La donna nel tentativo di fare quel che poteva ha riportato una ustione di primo grado alla mano, mentre sia lei che il figlio sono rimasti lievemente intossicati, ma hanno rifiutato di essere ricoverati in ospedale.
Sul posto sono arrivati i pompieri con diverse squadre, il mezzo della “termocamera” per rilevare le fonti di calore e la polizia che ha richiesto l’intervento dell’Enel, di Italgas e del 118 per medicare e controllare madre e figlio e assicurarsi che non avessero nulla di grave. «Ho sentito chiedere aiuto dalla calletta – racconta Claudio Longega che li vicino ha il negozio di termoidraulica – il figlio della proprietaria chiamava, così ci siamo precipitati, prima abbiamo provato con gli estintori della nostra officina, poi abbiamo fatto passare una canna dell’acqua dal nostro negozio fino a loro perché stavano prendendo fuoco le finestre, nel frattempo ho chiamato i pompieri». «Per fortuna – aggiunge – c’era l’idrante delle Carampane, perché la bassa marea era tale oggi (ieri, ndr)che altrimenti i Vigili del fuco avrebbero avuto delle grosse difficoltà».
Il magazzino è andato completamente bruciato, i pompieri hanno lavorato un’ora per domare l’incendio e alle 19.30 della sera le travi erano ancora bollenti. «Ancora qualche minuto – spiegano dalla centrale di Mestre – e sarebbe saltato tutto». Gli appartamenti sopra il magazzino sono stati evacuati. La famiglia si è rifugiata all’interno del negozio di termoidraulica. «Sono scossi – prosegue il titolare – hanno preso paura». In tarda serata la situazione si è normalizzata.
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