Safilo, scivolone in Borsa ma l’azienda tira diritto

SANTA MARIA DI SALA
Safilo crolla in Borsa dopo l’annuncio, nel tardo pomeriggio di mercoledì, della volontà di sottoporre all’assemblea dei soci un aumento di capitale da 150 milioni di euro. E se il titolo ieri perdeva oltre il 17%, l’aumento di capitale che vedrà protagonista Multibrands Italy BV (controllata da HAL Holding NV e possessore di 26 milioni azioni, il 41,61% di Safilo) sarà «finalizzato» si legge in una nota della società «a supportare il programma di rifinanziamento dell’indebitamento del gruppo in scadenza nei prossimi 12 mesi rafforzando e ottimizzando la struttura patrimoniale e finanziaria di Safilo così da consentire alla società di focalizzarsi sugli obiettivi di crescita e sui piani di sviluppo delineati nell’aggiornamento del business plan al 2020, comunicati lo scorso 2 agosto».
Il prossimo 30 novembre infatti è in scadenza una Revolving Credit Facility (una linea di credito) da 150 milioni di euro. Ma l’azienda comunica di avere nel frattempo già negoziato con le banche i termini di un nuovo finanziamento dello stesso valore con durata di circa 4 anni e mezzo.
Un’operazione che l’azienda ritiene in tutti i casi svincolata da eventuali adempimenti tipici delle Opa (offerta pubblica di acquisto), sia nel caso in cui Multibrends dovesse (acquisendo nuove azioni ordinarie oltre a quelle relative alla sua attuale quota di proprietà) superare il 45% complessivo delle azioni di Safilo che nel caso in cui l’acquisizione delle azioni non comprate da altri (le inoptate) dovesse corrispondere ad oltre il 5% delle quote complessive sul mercato.
La decisione è stata comunicata anche ai dipendenti con una mail firmata dallo stesso ad di Safilo Angelo Trocchia in cui si descrive questa operazione come funzionale al supporto del piano industriale 2020. «Un passaggio molto importante» si legge nella missiva ai dipendenti «che crea le condizioni per affrontare con maggiore serenità e solidità gli obiettivi di business che ci siamo prefissati per i prossimi due anni».
Secondo fonti aziendali le priorità dell’iniziativa tra 2018 e 2020 sarà legata principalmente al rafforzamento dei brand di proprietà, della rete commerciale e delle tecnologie digitali di supporto. «Al di là delle voci e delle cifre» spiega Stefano Facin, segretario generale della Filctem Cgil Veneto «per noi come sindacato la cosa importante è mantenere l’occupazione mediante credibili piani industriali che abbiamo il coraggio non di scaricare le colpe ai soliti noti ma di essere in grado di aggredire un mercato dove sono presenti altri brand molto più vivaci ma a cui manca una cosa importante: la storia di Safilo. Una storia che è di per sé valore aggiunto inestimabile e strategico di quest’azienda anche a prescindere dai manager che si susseguono di volta in volta alla guida della società». —
Riccardo Sandre
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