«Robot, un artigiano su tre rischia di scomparire»

In provincia di Venezia un artigiano su 3 rischia di sparire a causa dei robot, e non è roseo nemmeno il futuro degli addetti sul totale delle imprese esistenti; un posto di lavoro su 4 rischia di...

In provincia di Venezia un artigiano su 3 rischia di sparire a causa dei robot, e non è roseo nemmeno il futuro degli addetti sul totale delle imprese esistenti; un posto di lavoro su 4 rischia di essere cancellato dall’automazione, ovvero l’uso di macchine al posto dell’uomo per fare determinati lavori. A dirlo è l’ultimo report dell’Ufficio studi della Confartigianato che analizzando i dati dell’Osce ha stimato la quota di occupati delle imprese a rischio automazione sul territorio. Se l’automazione crescerà in provincia di Venezia per i prossimi anni sono in bilico globalmente oltre 67 mila posti di lavoro, pari al 25, 3% degli occupati in aziende ad alto rischio, mentre la media regionale s’attesta sul 27, 3%, un po’più alta di quella nazionale che si ferma al 26, 6%, pari a 16 mila addetti delle imprese artigiane (34, 4%). Tra i settori artigianali ad alto rischio automazione ci sono quelli legati alle attività che l’industria ha già automatizzato; ovvero attività legate ai servizi di ristorazione, alla fabbricazione di prodotti in metallo, confezionamento di articoli d’abbigliamento, lavorazione dei prodotti in legno, paglia e materiale da intreccio nonché quelli legati alla raccolta trattamento e smaltimento dei rifiuti. «Nemmeno l’artigianato sarà totalmente immune dal progresso tecnologico - spiega il report -. Ad esempio con la diffusione di stampanti 3D sempre più sofisticate anche i lavori d’oreficeria, addirittura di studio e design potranno essere fatti dalle macchine. Resteranno invece più immuni dal rischio automatizzazione, per ora, i settori ad alto contatto umano, come quelli legati all’assistenza sanitaria, turismo, e paradossalmente quelli legati ai software, consulenza informatica e attività connesse alle tecnologie che sono alla base e manutenzione dell’automatizzazione».

«Alla fine, comunque, i robot non vinceranno sul primato umano, dice il presidente della Confartigianato Metropolitana, Salvatore Mazzocca, il settore artigiano può difendersi sviluppando le attività caratterizzate da relazioni interpersonali, come nel caso del turismo o della creatività e cultura e la formazione d’alta qualità e livello, che deve saper orientare la direzione dell’artigianato 4. 0 verso settori e mercati che le macchine hanno difficoltà a coprire». –

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