«Ritireremo soltanto tre libri gender»

Brugnaro smorza la polemica. Quasi 200 scrittori firmano la petizione “Boicottate anche noi”

VENEZIA. «Saranno non più di due o i tre libri di favole gender che saranno ritirati dalle scuole e che resteranno comunque a disposizione delle biblioteche comunali, ma non permetterò che vadano in mano ai bambini dell’asilo, tra cui “Piccolo uovo” di Altan e un libro addirittura in francese. Tutti gli altri libri che abbiano controllato, molti dei quali di grande valore educativo torneranno a disposizione». Così il sindaco Luigi Brugnaro ieri ha provato a mettere la parola fine sulla lunga polemica innescata dalla sua decisione del ritorno dei libri per l’infanzia legata alla teoria del genere. Senza rinunciare però, anche ieri, a qualche guizzo polemico.

«Persino il direttore di Amnesty International» ha detto Brugnaro «nei giorni scorsi, mi ha scritto per attaccarmi: questo la dice lunga su come vada riaccesa la luce, in questo Paese, per evitare che si blocchi e non riparta. Abbiamo fatto uscire dalle scuole tutti i libri - ha precisato, mostrando quelli che ha apprezzato e quelli che ha scartato - per controllarli: la gran parte, come quelli sull'antirazzismo o l'inclusione sociale, che fanno parte anche della mia storia, saranno reintrodotti, a differenza dei pochi che abbiamo ritenuto non adatti per i bambini dell'asilo, visto che la teoria del gender non è integrazione: il Comune non li distribuirà più, perché decidere che libri dare sarebbe il vero fascismo, e saranno genitori ed insegnanti a prendersi le proprie responsabilità in merito, andandoli se del caso a prendere in biblioteca. Se c'è qualcuno che si offende, che lo faccia pure: i cittadini hanno votato perché questi libri non siano nelle scuole ed è questa, la democrazia. E poi, visto che si parla tanto di conflitti di interesse, voglio vedere dove sono stati comprati questi libri».

La notizia è arrivata in Francia, sul quotidiano Libèration, che si domanda se il sindaco sia omofobo e alle missionarie comboniane che sono intervenute con una bella lezione sull’uso improprio della parola gender (www.combonifem.it). Antonio Marchesi di Amnesty ha detto al sindaco che «non esistono forme di discriminazione, come quella “fisica, religiosa o razziale”, per contrastare le quali è giusto svolgere attività educativa, e forme di discriminazione come quella basata sull’orientamento sessuale o l’identità di genere su cui è preferibile tacere». La decisione ha suscitato l’indignazione di molti autori che sulla piattaforma www.traparentesi.eu chiedono di essere banditi da Venezia perché «non vogliamo stare in una città dove vengono banditi i libri di altri». Ieri, in meno di un giorno, quasi 200 autori avevano firmato. L’elenco verrà inviato il 14 al sindaco. Tra i firmatari il giornalista Michele Serra, l’astronauta Umberto Guidoni, il matematico e scrittore Piegiorgio Odiffreddi, lo scrittore per ragazzi Luca Azzolini, il padovano Massimo Carlotto, la scrittrice ed editor Chiara Valerio, il fumettista Manuele Fior, il Premio Andersen 2009 Bernanrd Friot, il conduttore televisivo, giornalista e attore Bruno Gambarotta, la scrittrice Michela Murgia, il giornalista e fondatore di Cuore Piergiorgio Paterlini, l’ideatore della serie Valentina Angelo Petrosino,, il conduttore di Nautilus di Rai Scuola Federico Taddia. (e.t.- v.m.)

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