Rapina a Rialto con la mitraglietta da soft air: il gestore lo affronta, lui si consegna
Un uomo presumibilmente sui 30 anni, con un sacco della spazzatura in testa, è entrato nel punto Snai e sala slot in calle de le do spade, nel sestiere di San polo, con una mitraglietta

Le grida, la mitraglietta da soft air, la colluttazione, la fuga e infine la scelta di consegnarsi agli agenti. Dopo una corsa senza meta, lasciando dietro di sé indumenti e, soprattutto, tanta paura nella Venezia che scoppiava di turisti. Dieci minuti di terrore, in Calle de le do spade, giovedì 23 luglio, nel pomeriggio.
La dinamica
Erano passate da poco le 17.30 quando al punto Snai e sala slot ha fatto irruzione un veneziano di 26 anni, con un sacco nero in testa e una mitraglietta (che poi si sarebbe scoperto essere da soft air) tra le mani.
Era arrivato correndo da Rialto e non era di certo passato inosservato, visto il sacchetto che si era legato in fronte.
Nella sala slot, a quell’ora, c’era una manciata di clienti. Il titolare l’ha subito fermato, spostando la mitraglietta che il giovane gli stava puntando alla testa ed è nata una colluttazione che è proseguita anche in calle, tra il parapiglia generale, con i residenti e i commercianti spaventati e i turisti che fuggivano.
Correndo, l’uomo ha perso alcuni indumenti e una parte della mitraglietta.
Nella sua fuga, in direzione di ruga Rialto, verso San Polo, ha travolto anche alcuni tavolini e sedie dell’osteria Ai Storti e, nel tentativo di fermarlo, un cameriere si è ferito lievemente a una gamba.
Il gestore del punto Snai, invece, ha rimediato un piccolo taglio in testa, motivo per cui è stato accompagnato dal Suem 118 al Pronto soccorso dell’ospedale civile.
La chiamata alla polizia
Demis Marin, il sarto di Ramosalso, era seduto dietro alla sua macchina da cucire quando ha sentito le grida provenire dalla calle.
«Allora sono uscito, come gli altri commercianti della zona», racconta, «c’era una gran confusione, con i turisti che scappavano e le persone spaventate. Mi sono trovato il ragazzo praticamente davanti a me, poi è corso via. È stato tutto talmente veloce che nel momento in cui ho realizzato cosa fosse successo, era già finito. Allora ho chiamato le forze dell’ordine».
I rilievi e la denuncia
Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia di Stato e la scientifica per tutti i rilievi del caso. Sono stati sentiti gli esercenti della Calle delle do spade e i turisti che avevano assistito alla fuga del giovane.
Repertati anche gli elementi che il ventiseienne ha lasciato dietro di sé, da una maglietta a una parte della mitraglietta, rotta durante lo scontro con il gestore del punto Snai.
Gli agenti si sono subito messi sulle sue tracce, e poco dopo è stato lo stesso rapinatore a costituirsi. È stato denunciato a piede libero.
Dietro la violenza con cui ha cercato di rapinare la sala slot sembrerebbe celarsi una storia di fragilità e di disagio psicologico, oltre che di abuso di sostanze.
Il cliente: «Un forte rumore»
Mentre il giovane faceva irruzione, un anziano sedeva in fondo alla stanza davanti a una slot machine. «Ho sentito un forte rumore», racconta, «ma pensavo fosse cascato qualcosa e si fosse rotto, non immaginavo niente di tutto ciò. Quando sono uscito ho visto ciò che era successo e, anzi, in attesa del Suem sono andato a casa e ho portato del cotone e del disinfettante ad Andrea, che sanguinava».
Un episodio, quello di mercoledì, che ha fatto scuotere la testa a residenti e commercianti, stanchi della violenza che sembra essersi impossessata del quadrilatero di Rialto, di giorno o di notte che sia.
«Ormai succede qualcosa tutti i giorni», hanno commentato sottovoce i tanti che si sono avvicinati al nastro bianco e rosso della polizia, che delimitava la calle chiusa per i rilievi.
Con una scollata di spalle, poi, si sono allontanati, chiedendosi quando Venezia ha smesso di essere un’isola felice, in cui sentirsi sicuri a qualsiasi ora del giorno e della notte.
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