Mestre, festa islamica blindata in via Giustizia. E dopo la preghiera il sit in della Lega

Venerdì 20 marzo la fine del Ramadan. Appello degli islamici: «Le religioni non siano strumento di propaganda». Il prefetto: «Attività di vigilanza per garantire le libertà religiose»

Marta Artico
Le tende montate per la fine del Ramadan in via Giustizia a Mestre
Le tende montate per la fine del Ramadan in via Giustizia a Mestre

Il mese sacro è quasi terminato, e il primo spicchio di luna nascente ha anche decretato la fine del Ramadan e il giorno della festa dell’Eid, in programma quasi certamente venerdì 20 marzo.

I musulmani pregheranno in molti luoghi di culto della città, a partire dal nuovo spazio in via della Giustizia, allestito con teli, gazebo, zona donne e uomini, funghi caloriferi in caso facesse freddo, un’area di accoglienza e uno spazio dedicato ai più piccoli. C’è anche un settore dedicato al cibo. Predisposte delle navette: i bengalesi non hanno badato a spese e hanno affittato degli Ncc che porteranno le persone a pregare raccogliendole a Mestre, meeting point Interspar, e Marghera. L’obiettivo è radunare quante più persone possibili.

La Lega lo stesso giorno, sarà in via Giustizia con un presidio annunciato, che si svolgerà però alle 12.30. Presenti Anna Maria Cisint, alla sua seconda volta nell’arco di qualche settimana a Mestre per denunciare i siti irregolari, e tutto il Carroccio al gran completo.

La prefettura garantirà l’attività di vigilanza – ha spiegato il prefetto di Venezia Darco Pellos – per garantire che il Ramadan si svolga nella piena libertà di espressione religiosa. «Siamo a servizio dei cittadini, è un momento religioso ed è giusto che le comunità possano esprimere la loro fede».

Si pregherà anche in via Lazzarini 3, sede della Comunità Islamica di Venezia e Provincia, in via Monzani poco distante. E ancora in via Paolucci, sempre a Marghera, nel quartiere di Altobello, e in via Linghindal. Ma nel mirino della Lega, c’è via Giustizia e gli altri siti che il partito nella coalizione del centrodestra ritiene irregolari.

Il presidente della Comunità Islamica di Venezia e Provincia, Sadmir Aliovisky, ha richiamato tutti «al dialogo, al rispetto delle leggi e a un confronto serio sui luoghi di culto». Un messaggio attuale, in tempo di campagna elettorale: «In un periodo segnato da tensioni e conflitti a livello globale, sento il dovere di ribadire con chiarezza che le religioni sono e devono essere promotrici di pace. Non devono mai essere utilizzate come strumenti di propaganda, né tanto meno coinvolte in dinamiche che alimentano contrapposizioni, divisioni o interessi politici. Come comunità islamica veneziana, vogliamo vivere e professare la nostra fede nel pieno rispetto della Costituzione, delle leggi e delle normative del Paese in cui viviamo. Questo per noi non è solo un diritto, ma anche una responsabilità: essere cittadini attivi, contribuire alla vita della città e rafforzare la convivenza civile».

Ricordiamo che la Polizia locale ha effettuato controlli in molti luoghi di culto, e le comunità si sono affidate ai legali, in vista di eventuali denunce, che dovessero arrivare. Prosegue: «Allo stesso tempo, ritengo importante che il tema dei luoghi di culto venga affrontato con serietà e senso di responsabilità. È necessario aprire un confronto concreto che permetta di trovare soluzioni per regolarizzare i centri esistenti nel territorio veneziano, evitando che vengano etichettati come irregolari e favorendo invece percorsi trasparenti, nel rispetto delle regole. Venezia è una città che storicamente ha saputo accogliere e mettere in relazione culture diverse. Credo fermamente che proprio da qui possa partire un esempio positivo di dialogo e convivenza». Infine: «Il nostro impegno è quello di costruire ponti, vivere nel rispetto reciproco e contribuire ogni giorno a un futuro più giusto, umano e condiviso».

Nel frattempo, in vista della Pasqua, la prefettura sta riesaminando e rimodulando le “zone rosse” alla luce del decreto sicurezza, che ha stabilizzato le iniziative, che prima erano provvedimenti straordinari, e oggi – ha precisato Pellos – hanno una loro collocazione legislativa. «Ci stiamo riparametrando». Prima di Pasqua ci sarà dunque una valutazione delle zone rosse, le aree grossomodo saranno sempre le consuete, a Mestre e Venezia. I termini i medesimi, in ordine alla prevenzione e alla massa di persone in arrivo.

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