Raid all’Edison-Volta, genitori preoccupati

MESTRE. Punizione massima ed esemplare o, ancora, continuare a mantenere la politica dell'inclusione e dell'accoglienza, preferendo ad una secca e insindacabile espulsione un percorso guidato di riabilitazione e recupero? Anche di questo si è parlato, venerdì sera, all’auditorium dell'istituto superiore Edison- Volta, nel corso dell'incontro fiume convocato dalla preside Marisa Zanon per discutere con studenti e genitori, alla presenza delle autorità, dopo l'arresto di due alunni colpevoli di furto e danneggiamento delle proprietà della scuola.
La riunione dell'altra sera, iniziata alle 20.30 e proseguita per oltre due ore, ha infatti permesso ad assessori e tecnici di spiegare quali saranno le contromisure che verranno adottate per scongiurare nuovi vandalismi (si è parlato di almeno 100mila euro che la Città Metropolitana spenderà per installare un nuovo sistema d'allarme con sensori volumetrici), ma dopo la lettera sdegnata degli studenti e il discorso della dirigente scolastica, il microfono è stato passato di mano in mano lungo le gradinate, permettendo a genitori, insegnanti e ragazzi di confrontarsi direttamente sulla questione. «Nel mio lavoro - ha spiegato un padre preoccupato - i comportamenti scorretti vengono segnalati dagli altri colleghi, non c'è un modo per incentivare gli studenti ad essere loro stessi i primi guardiani della legalità nelle scuole?»; «Noi possiamo educare i nostri figli a casa, è il nostro compito - ha fatto eco un secondo genitore - ma quando vengono qui è ai professori, alla preside, che spetta il compito di formarli; come potremmo sentirci sicuri se non vengono adottate punizioni esemplari?».
La dirigente Zanon ha quindi ribadito l'intento inclusivo della scuola, ricordando che può offrire una via di fuga da realtà sociali complicate e, proprio per questo, non può e non deve permettersi di discriminare gli alunni; in ogni caso, ha insisto la preside, la grandissima maggioranza degli iscritti ha a cuore la struttura. A conferma di quanto sostenuto dalla dirigente, anche il racconto di un responsabile della cooperativa di pulizie: «All'ennesimo raid vandalico il mio cellulare è esploso di messaggi - ha sottolineato il referente, parlando direttamente sopra le teste dei ragazzi - erano gli studenti, che ripetevano come una sola voce “adesso basta!”, a dimostrare che i primi ad essere esasperati da questa vicenda sono stati proprio loro».
Domani, dopo quattro giorni di chiusura utili per rimettere in sesto aule, corridoi e laboratori, l’istituto di via Asseggiano riaprirà i cancelli; per recuperare le giornate di lezione perdute, invece, bisognerà aspettare giugno.
Giacomo Costa
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








