Raccolta dei rifiuti porta a porta Boom di Caorle balzo dal 48 al 57%

È possibile gestire con successo un sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta anche in una località balneare con oltre 4 milioni di presenze turistiche? La risposta è sì e Caorle lo dimostra. Un esempio virtuoso, frutto di una scelta coraggiosa dell’amministrazione comunale e di Asvo, la società che cura la gestione del servizio dei rifiuti nel comprensorio del Portogruarese.
Fino a pochi mesi fa Caorle era, per differenziata, uno dei peggiori Comuni della Città Metropolitana, con una percentuale di appena il 48% circa. A febbraio è stata avviata la raccolta differenziata porta a porta in una parte del territorio, la zona della spiaggia di Ponente. E nell’arco di pochi mesi i risultati sono stati ottimi, con una crescita della percentuale di differenziata pari al 9%. In base alle ultime stime, il dato caorlotto si aggira attualmente intorno al 56-57% di differenziata, consentendo alla città di affiancare per la prima volta i valori della vicina San Michele al Tagliamento-Bibione. E già Asvo sta pianificando per la primavera 2019 di estendere il porta a porta anche alla zona di Levante.
Prima della rivoluzione del porta a porta, a Caorle il sistema di raccolta era basato sui cassonetti stradali. Pur essendo disponibili gli strumenti per fare una buona differenziata, i risultati a Caorle, a differenza di altre realtà, non erano soddisfacenti.
turisti e residenti
«Probabilmente perché la particolarità di Caorle sta nel fatto che convivono urbanisticamente sia la parte residenziale che quella turistica», spiega Luca Michelutto, presidente di Asvo, «aspetto che invece non abbiamo, per esempio, a San Michele, dove c’è la parte turistica concentrata a Bibione, mentre il resto del territorio fa parte dell’entroterra. A Caorle questa convivenza tra la parte residenziale e quella turistica creava non pochi problemi».
Tanto che, senza timore di smentita, si può dire che anche molti degli stessi caorlotti non facessero la differenziata. Ecco allora la scelta, anche coraggiosa, intrapresa da Asvo e dal Comune, con l’assessore all’ambiente Giovanni Comisso. Ovvero, creare le condizioni per avviare il porta a porta, così da spingere i residenti a praticare la differenziata, vista l’eliminazione dei bidoni stradali. «Insieme e d’accordo con l’amministrazione comunale, è stata fatta una scelta che possiamo definire abbastanza forte, tanto che mi risulta che nessuna località turistica balneare in Italia, che faccia così tante presenze, abbia una raccolta differenziata porta a porta così capillare», prosegue Michelutto, «la difficoltà è stata quella di mettere insieme la parte turistica con quella residenziale, cercando di trovare un sistema di passaggi molto frequenti e di informazione capillare sia ai caorlotti che ai turisti».
Per i primi è più facile, visto che si tratta di raggiungere persone che vivono stabilmente nel territorio. Cosa più difficile, invece, è informare i turisti, che a Caorle si fermano una settimana o al più una decina di giorni. Prima dell’avvio del porta a porta sono stati fatti incontri e azioni di sensibilizzazione verso i residenti, le attività produttive e, non ultimi, chi affitta le seconde case turistiche.
Così, con incontri mirati e materiale informativo, è stato possibile intercettare da ultimo anche i turisti. Senza dimenticare l’attività, fondamentale, di sensibilizzazione nelle scuole. Con il 9% di crescita della differenziata in pochi mesi, si può dire che gli sforzi siano stati ripagati.
Risultati lusinghieri
«I risultati raggiunti, pur tra mille difficoltà, sono importanti», commenta il presidente di Asvo, «ci sono molte luci, ma persiste anche qualche ombra, su cui dobbiamo intervenire. Ci sono ancora alcuni abbandoni di rifiuti. Qualche intolleranza a queste buone pratiche ambientali persiste tuttora. Ma contiamo di poterla risolvere continuando ancora con la comunicazione, che pensiamo sia il nostro migliore strumento per avvicinare sia il residente che il turista».
nuove sfide
«A marzo 2019» continua il presidente «partiremo con la zona di Levante e siamo convinti che l’aumento della percentuale di differenziata sarà ancora più interessante». Per Asvo avviare il porta a porta a Caorle ha comportato una mole di lavoro enorme, con un dispiego importante di risorse comunicative, ma anche di risorse economiche, per l’impiego di più camion che passano più volte a settimana a ritirare il rifiuto. L’impatto iniziale può far pensare, dunque, a costi più alti. «Ma anche più benefici», conclude Michelutto, «e lo abbiamo già visto nel Piano finanziario di gestione del servizio dei rifiuti a Caorle. Adesso Caorle ha una frazione minore di secco, che sappiamo avere un costo di smaltimento altissimo. Mentre ha più carta, plastica, vetro che nel mercato delle materie secondarie vengono valorizzate». —
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