«Questo è il mio lavoro, sono un poliziotto»

«Faccio il poliziotto da una vita, fa parte del mio lavoro, insomma rientra nella normalità». Il questore Vincenzo Roca minimizza, sostiene che alla fine si è trattato di una «banalità», ma se lui non fosse passato in quel momento e soprattutto se non fosse intervenuto per convincere il romeno Carol Costantin Kocze a gettare l’accendino che teneva in mano e a farsi avvicinare dai poliziotti che nel frattempo erano arrivati, la benzina di cui si era cosparso avrebbe preso sicuramente fuoco.
«Erano passate le 22», racconta il questore, «e stavo rientrando a casa quando ho sentito le urla e soprattutto un forte odore di benzina e sono intervenuto. Ho capito che c’era una situazione emotiva molto forte e prima ho fatto allontanare le due donne e il titolare del locale, quindi ho cominciato a parlare con il romeno, che si era già cosparso di benzina, oltre ad averla gettata sugli altri». Nel frattempo, dal vicino Commissariato sono usciti alcuni agenti che avevano telefonato anche in Questura per far intervenire un equipaggio delle Volanti.
«Quell’accendino l’ha anche acceso, mentre urlava e parlava con me e in quel momento mi sono preoccupato», prosegue Roca, «perché sarebbe stato difficile spegnere le fiamme senza un estintore o dell’acqua a portata di mano. Per fortuna si è convinto a spegnere l’accendino e poi a buttarlo. Credo che, a un certo punto, avesse paura di noi, abituato evidentemente ai metodi della polizia del suo paese. Io ho cercato di rassicurarlo, di calmarlo, infine sono intervenuti gli agenti che nel frattempo erano arrivati». Comunque, il questore continua a spiegare che non ha fatto nulla di eccezionale, aggiunge che lui è abituato ad andare sui luoghi dove accadono i fatti, dove ci sono i suoi uomini. Per arrestare Kocze Roca ha dovuto aspettare l’arrivo degli agenti della Volante perché come tutti i questori, non è un ufficiale di Polizia giudiziaria e quindi non ha il potere di arrestare e di firmare i rapporti indirizzati all’autorità giudiziaria.
Il romeno è ora in una cella del Commissariato e toccherà al pm Lucia D’Alessandro decidere per quali reati chiedere la convalida dell’arresto e l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare: di certo ci sarà lo stalking verso la moglie, visto che quello di ieri è stato l’ultimo di una serie di atti persecutori, ma forse anche il tentato omicidio.
Giorgio Cecchetti
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