«Questa centrale fa troppa puzza»

I comitati scrivono alle autorità: odori nauseabondi tutto il giorno
LAZZARINI FGAVAGNIN VILLANOVA DI FOSSALTA DI PORTOGRUARO AREA VICINO LA ZIGNAGO COSTRUZIONE CENTRALE BIOMASSA (??????)
LAZZARINI FGAVAGNIN VILLANOVA DI FOSSALTA DI PORTOGRUARO AREA VICINO LA ZIGNAGO COSTRUZIONE CENTRALE BIOMASSA (??????)

FOSSALTA

Puzza dall’inceneritore di biomasse, i comitati chiedono un intervento urgente all’Ulss10, al comando provinciale dei vigili del fuoco, alla Prefettura e alla Regione.

«E’ stato richiesto - ha fatto sapere ieri Fabio Pupulin, coordinatore dei comitati - se siano state adottate tutte le misure di sicurezza previste dalle norme riguardo alla tutela della salute dei lavoratori addetti agli impianti, all’adozione delle necessarie misure di prevenzione e sicurezza antincendio e primo soccorso e alla presenza di un piano per la tutela e l’eventuale evacuazione della popolazione della zona in caso di incendio, visti i volumi abnormi di combustibile legnoso ammassati sui piazzali della centrale e l’elevatissimo rischio di combustione che un tale deposito di materiali legnosi, migliaia e migliaia di tonnellate, comporta».

Richieste come queste erano già state presentate dai comitati nei mesi scorsi senza alcuna risposta al seguito. Altro pressante problema è quello della puzza.

«L’impianto emana odori nauseabondi che si diffondono per chilometri, e che stanno ulteriormente mettendo a dura prova la sopportazione di moltissimi abitanti della zona - continua il coordinatori dei comitati - sono montagne di legno all’aria aperta, alte oltre 10 metri, che rendono irrespirabile anche l’aria dei comuni di Portogruaro e Concordia, a seconda della direzione dei venti. E meno male che polveri sottili, quelle che portano il cancro, non si sentono: quelle non si vedono, ma si respirano e basta, così la gente è più tranquilla».

Ad aumentare lo stato di allarme del comitato è la notizia che in località Torresella, è in fase di autorizzazione un’altra centrale a biogas di proprietà della Società Agricola “Le Prese s.a.s.”, dei Tombolani.

«In pratica ormai, - sostiene Pupulin - gli speculatori utilizzano il nostro territorio solo come stalla per ammassare redditizio sterco da bruciare e noi dobbiamo pure annusarlo».(ma.ca.)

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