Presidente ai domiciliari i genitori rilevano l’Union Pro di Gaiba

MOGLIANO. La società sportiva rischia di sparire o di essere acquisita da proprietari di altri territori, ma i genitori di sei dei 350 piccoli calciatori iscritti nelle 22 formazioni giovanili,...

MOGLIANO. La società sportiva rischia di sparire o di essere acquisita da proprietari di altri territori, ma i genitori di sei dei 350 piccoli calciatori iscritti nelle 22 formazioni giovanili, raccolgono 70 mila euro con cui rilevare il ramo d’azienda dal presidente precedente e trattenere l’organizzazione a Mogliano, dove è stata fondata, 90 anni fa.

La struttura, che dal 2012 ha assunto il nome di «FC Union Pro» dopo una fusione con la società sportiva di Preganziol, fino al 2017 era presieduta dall’imprenditore veneziano Marco Gaiba, coinvolto lo scorso inverno in un’inchiesta della Dda di Catanzaro per presunti rapporti con organizzazioni riferibili alla ’ndrangheta. Gaiba, da gennaio agli arresti domiciliari, in base alle regole della Figc, è diventato perciò non più idoneo a guidare un’associazione sportiva dilettantistica e, con la sua decadenza, si erano aperte le offerte di vari acquirenti, primi fra tutti i vertici della società di Treviso, interessati in particolare alla prima squadra, che milita in Eccellenza.

Un gruppo di familiari degli iscritti, guidati dal nuovo presidente, Enrico Lorenzoni, ha raccolto il denaro sufficiente a rilevare la componente «in bonis» della precedente società, lasciando perciò passività e debiti all’ex proprietario. Per disputare il prossimo campionato Eccellenza hanno scelto di rimanere a Mogliano quasi tutti i giocatori della passata stagione. I sindaci hanno annunciato di aver reso disponibili fondi pubblici per consentire anche alle famiglie più in difficoltà di iscrivere i figli. —

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