«Prenotazione diretta e online il giusto mix per competere»
l’intervista
Non una sfida aperta, ma la ricerca di maggiore indipendenza dalle agenzie di prenotazione online. Il presidente di Federalberghi Veneto, Massimiliano Schiavon, aveva affrontato il tema in occasione del primo bilancio stagionale di Federalberghi spiagge. «La nostra è una provocazione basata sui risultati delle percentuali di prenotazioni diretta negli anni del Covid», ha spiegato ora Schiavon, intervistato sul sito della “Nuova” dal condirettore Paolo Cagnan, «Abbiamo notato che sono cresciute per le destinazioni mature che hanno un brand, come Venezia, Verona o la costa. Sarebbe sbagliato escludere questi partner importanti, che investono molto, anche in termini economici, sulla visibilità. È opportuno calibrare però questo mix tra prenotazione diretta e quella intermediata. Prima del 2019 si era ecceduto in quella intermediata, a scapito dell’utente, perchè per compensare si aumentano poi le tariffe».
Schiavon ha ricordato che il Veneto ha 70 milioni di presenze, 27 delle quali sono fascia costiera e laghi, il resto città d'arte, termali e poi la montagna. Nella stagione balneare sono impegnati 13 mila lavoratori, 400 milioni di euro di fatturato solo sulla costa. «Per una struttura ricettiva che si affida alle Ota, online travel agency», spiega, «la commissione è circa il 20%, ma si aggiungono altri pacchetti. Il 5% nel canale mobile, con il “genius” un altro 10% in più, poi offerte e promozioni limitate con un 40%. Sommando tutti questi fattori a volte si arriva a pagare una commissione che può superare il 50%».
Chi ce la può fare da solo? «Completamente da soli è quasi una mission impossibile», ammette. «Ci vuole un corretto mix tra vendita diretta e intermediata. Pre pandemia, una situazione normale doveva essere 20-30% del transato alle Ota. I piccoli alberghi sono i soggetti più deboli e faticano a seguire queste dinamiche. Se un’azienda non è strutturata, fa fatica. Dobbiamo far capire alla piccola impresa che oltre certi valori non c’è alcuna convenienza. Una cultura manageriale da infondere anche nella impresa familiare sarà un passaggio necessario». —
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