Prende il largo Avm la nuova holding della mobilità
Trasporto pubblico locale, il Comune accelera sulla nuova holding guidata da Avm, l’azienda municipale per la mobilità che ha preso il posto di Asm e intanto avvisa la Regione che non taglierà linee e servizi sino a quando essa non comunicherà ufficialmente la ripartizione dei finanziamenti.
Sono due delle indicazioni scaturite dalla Giunta di ieri, che ha votato appunto l’affidamento ad Avm delle quote azionarie possedute da Actv, l’azienda veneziana di trasporto pubblico. Si porta avanti così il progetto di riorganizzazione del settore, anche in vista delle gare- ormai non lontane - legate alla liberalizzazione dei servizi di trasporto.
La nuova holding della mobilità - ha spiegato anche di recente il presidente di Avm (l’ex Asm) Giovanni Seno - dovrà essere in grado di essere competitiva quando nel 2013 (in base al decreto del governo Monti sulle liberalizzazioni) finirà l'era dell'affidamento diretto del servizio di trasporto pubblico locale e le aziende dovranno confrontarsi sul mercato delle gare europee.
La futura holding terrà sotto la propria ala Asm, Actv, Pmv (il ramo patrimoniale di Actv)e Vela, che si occupa dei servizi di vendita al pubblico. I dipendenti saranno 3.200 e il giro d'affari sarà di 300 milioni di euro. Prevista anche l'integrazione tariffaria e con un'unica tessera iMob si potrà accedere a tutti i servizi.
Intanto ieri il sindaco Giorgio Orsoni ha scritto due lettere sul problema dei fondi per il trasporto pubblico al presidente della Regione Luca Zaia e all’assessore regionale ai Trasporti Renato Chisso. Nella prima ricorda che in assenza di una formale comunicazione sulla rideterminazione dei fondi per il trasporto pubblico ricevuti nel 2011, il Comune continuerà a erogare i servizi come lo scorso anno e la Regione dovrà pagarli sino al momento in cui appunto comunicherà che essi sono stati ridotti.
Nella seconda lettera il sindaco ricorda a Zaia e a Chisso che i servizi minimi di trasporto locale per il settore automobilistico, lagunare e tranviario possono essere determinati solo convocando Conferenze di servizi e solo in caso di mancato accordo con i Comuni, viene ascoltata la competente Commissione consiliare regionale.
Se invece la Regione intende dare seguito all’ordine del giorno del 21 marzo scorso del Consiglio regionale, che punta a stabilire in autonomia i servizi minimi di trasporto pubblico, il Comune di Venezia è pronto a ricorrere al Tar del Veneto contro i provvedimenti che Palazzo Balbi dovesse adottare senza averlo interpellato. Il timore da parte del Comune è quello di tagli molto pesanti, decisi senza tenere conto delle esigenze veneziane.
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