Prende i carabinieri a forbiciate arrestata “sciamana” nigeriana

La 45enne accende fuochi tutte le sere nei pressi della chiesa di San Rocco Quando i militari hanno spento le fiamme ha perso la testa e ha cercato di ferirli
Alessandro Abbadir

DOLO

Un mese fa era stata denunciata per occupazione di suolo pubblico e danneggiamento. Lei, una clochard 45enne di origine nigeriana, si posizionava dietro al campanile della chiesa di San Rocco, su un terreno privato, bruciando cartoni e sostenendo di essere una “sciamana”. Ora la donna è stata arrestata. Il motivo? Dopo essere stata dimessa dal reparto di Psichiatria dove era stata portata, la donna è tornata nelle vicinanze della chiesa. L’altra sera, durante un controllo dei carabinieri, li ha aggrediti con grosse forbici.

La donna, proveniente da Padova, da quest’inverno ogni sera si piazza dietro al campanile. Dice di mettersi là per essere in contatto ravvicinato con gli spiriti. Per cercarla di farla smettere, verso l’una di giovedì notte sono intervenuti i carabinieri, allertati dai residenti. La paura della gente era che il fuoco potesse far esplodere una vicina caldaia a gas che si trova nei paraggi dell’area della chiesa.

I carabinieri hanno cercato di far ragionare la senzatetto, ma questa non ha voluto sentire ragioni. Anzi. La donna, già all’arrivo della pattuglia, ha cominciato a sbraitare. Ad un certo punto i carabinieri hanno spento il fuoco per evitare il peggio e la reazione della donna a quello che ha considerato un affronto è stata imprevedibile. La 45enne infatti si è scagliata contro i carabinieri cercando di colpirli con grosse forbici. I militari hanno con agilità evitato i colpi e a quel punto l’hanno immobilizzata e arrestata in flagranza per resistenza a pubblico ufficiale e aggressione. La donna è stata portata prima in caserma per l’identificazione, poi nel carcere della Giudecca.

Prima della denuncia e quindi del ricovero di qualche settimana fa, la donna arrivava in bus da Padova e, verso le 22, si sistemava vicino alla chiesa e accendeva il fuoco. In questi mesi sia il Comune che la parrocchia hanno cercato di aiutare la senzatetto, ma lei non ha mai voluto saperne. Nei prossimi giorni sarà fissata l’udienza in tribunale a Venezia. È possibile che il giudice decida di trasferire la donna in una struttura psichiatrica. «Il Comune spera», dice il sindaco pro tempore Gianluigi Naletto, «che si possa trovare con le autorità competenti una soluzione per il bene di questa persona». —

Alessandro Abbadir

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