Preghiere e spritz possono convivere

«Cos’è sto casino in chiesa? Andiamo a sentire». Sono le 21.30 e un gruppetto di ragazzi sta dirigendosi in campo Santa Margherita e, attirato dalla musica delle chitarre, entra a San Pantalon. Dentro un centinaio di coetanei: gli evangelizzatori di strada stanno cantando e pregando. Nel pomeriggio hanno ricevuto il “mandato” dal patriarca Moraglia. Inginocchiati, rivolgono lo sguardo verso l’eucaristia. Con loro alcuni sacerdoti, don Antonio Biancotto, don Mauro Deppieri, don Giacomo Pavanello, responsabile della Comunità Nuovi Orizzonti, promotrice dell’iniziativa. Cè pure monsignor Lucio Cilia, rettore del Seminario patriarcale veneziano, con i futuri preti. I mondi di quei giovani sono come l’Oriente e l’Occidente. Filic, 20 anni, abita a San Donà, studia a Jesolo: «Noi ci divertiamo con lo spritz, voi gioite con il Vangelo. Anche noi abbiamo speranze e sogni. Il mio sarà quello di dare a mia madre con i miei soldi e il mio lavoro un futuro sereno. Nella sua vita ha sofferto molto».
«Prendere le regole della Bibbia è corretto ma non riesco ad essere vicina all’istituzione Chiesa», dice una ragazza. «Credo nel bene e nell’umanità. Dio è altro». I missionari di strada raggiungono il campo, due a due. Il buio li avvolge, la fede li illumina. Sul ponte di San Pantalon Francesca e Antonella si avvicinano a quattro giovani universitari: bevono spritz, birra, vodka con la menta. Ascoltano le evangelizzatrici che li invitano in chiesa per una preghiera. «Se ci aiuta per gli esami possiamo pensarci. Siete bravi. Stiamo aspettando altri amici. Ciao». Un cileno, 23 anni, studente di architettura, non ha amici da incontrare: «È una cosa bellissima. Vengo in chiesa». Elisa e Vincenzo si avvicinano ad alcune ragazze. Stanno bevendo il terzo spritz. «Cossa venì a far qua? Semo imbriaghi marsi. Siete sbirri?». Ma non rifiutano l’approccio degli evangelizzatori. Marta, 20 anni, di Favaro, parla per prima: «Venite a invitare i giovani a non drogarsi? Impresa ardua». « Vengo in chiesa però lo spritz lo lascio sui gradini poi ridammelo». Asia, 18 anni, non ci va: «Io non credo ma se incontro Dio gli chiedo scusa». E’ l’una di notte. I missionari di strada se ne vanno, il popolo della notte rimane a Santa Margherita. L’iniziativa continuerà fino al primo novembre. In questi giorni gli evangelizzatori di strada si recheranno all’ospedale Fatebenefratelli e al carcere. Martedì 29, alle, 17, saranno a San Zulian e giovedì 31, alle 21, a Rialto e a San Giovanni Elemosinario.
Nadia De Lazzari
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