Maxi furto da Prada, la testimonianza di un lavoratore: «Ero lì mezz’ora prima del colpo»

Le parole dei dipendenti delle attività vicine allo stabilimento della griffe ad Arino di Dolo: l’altra notte un commando è riuscito a rubare scarpe per 400 mila euro. «Un plauso ai carabinieri per come hanno agito»

Alessandro Abbadir
I rilievi dopo il colpo da Prada
I rilievi dopo il colpo da Prada

«Ero stato lì mezz’ora prima del colpo, alle 3. 30. A quell’ora per fortuna non c’era nessuno. Poi l’assalto. Qualcuno poteva rischiare di finire male, visto che si trattava, da quanto abbiamo capito, di gente preparata, professionisti del crimine pronti a tutto». È la voce di uno dei lavoratori della zona industriale di Arino a raccontare il clima dopo il colpo da centinaia di migliaia di euro messo a segno allo stabilimento Prada.

Testimonianze dirette, raccolte tra chi ogni giorno lavora a poche centinaia di metri dal luogo dell’assalto, e che convergono tutte su un punto: la professionalità della banda e il fatto che le forze dell’ordine hanno agito con intelligenza in modo da evitare uno scontro diretto che avrebbe potuto avere esiti imprevedibili visto l’alto numero di persone coinvolte.

Maxi furto nello stabilimento di Prada nel Veneziano, rubate scarpe per 400 mila euro
I carabinieri di fronte allo stabilimento di Prada a Dolo

Si stima che i banditi, provenienti probabilmente da fuori regione, possano essere oltre la decina. «È evidente» spiegava venerdì un gruppo di operai dell’azienda in pausa pranzo «che si tratta di persone che sapevano cosa stavano facendo. Il colpo è stato preparato nei dettagli, magari con appostamenti, studiando l’orario più congeniale e rubando auto e furgoni per rallentare l’azione delle forze dell’ordine. Quando siamo arrivati al lavoro, più tardi, abbiamo visto diverse di auto delle forze dell’ordine. Non riuscivamo a capire cosa fosse successo, poi ci è stato spiegato. Crediamo che abbiano scelto questo posto per la vicinanza dell’autostrada e per la disponibilità di materiale di lusso. È evidente che Prada è finita nel mirino di una banda altamente organizzata, che forse da mesi preparava il colpo. Hanno atteso il momento propizio ed hanno agito».

C’è anche chi fra i lavoratori dell’area non si è accorto di nulla fino all’arrivo in ufficio. «Siamo arrivati qui alle 8» racconta una impiegata di una azienda di elevatori e ponteggi «tutto era già successo da ore. Abbiamo avuto il problema dell’accesso ai nostri uffici poi la cosa si è risolta».

A colpire i lavoratori della è soprattutto la percezione del rischio che hanno corso. «Bene hanno fatto» racconta un dipendente di una azienda edile che lavora accanto allo stabilimento Prada «i carabinieri ad agire con prudenza. Questo gruppo di banditi era molto organizzato ed era sicuramente armato. Si trattava di un furto di merce, non era in ballo direttamente la vita delle persone. Con le telecamere e le tracce lasciate, è probabile che i banditi siano beccati. È andata bene così, alla fine nessuno si è fatto male».

Il sindaco di Dolo, Gianluigi Naletto, sottolinea la sua piena solidarietà non solo all’azienda derubata, ma anche ai residenti a cui i banditi per fare il colpo hanno rubato le auto. Una donna ha raccontato di essersi accorta che le avevano rubato l’auto al momento di andare al lavoro. È andata dai carabinieri e ha scoperto che il suo mezzo era finito sotto sequestro, con le gomme tagliate. Stessa disavventura capitata ad altri.

Dovranno armarsi di pazienza, prima di rientrare in possesso dei loro mezzi.

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