Allarme sicurezza nel distretto sanitario a Mestre: «Furti e paura, serve intervenire»

La Uil Fpl denuncia degrado e spaccio in via Cappuccina. Il 30 marzo scade la convenzione dei parcheggi: «Tutto fermo»

Maria Ducoli
Il distretto sanitario di via Cappuccina, dove sorgerà la Casa della comunità di Mestre.
Il distretto sanitario di via Cappuccina, dove sorgerà la Casa della comunità di Mestre.

Spaccio, degrado e furti, spesso ai danni degli operatori sanitari e dell’utenza. La Uil Fpl si dice preoccupata per la situazione in via Cappuccina, con il distretto sanitario in una delle zone più “calde” della città dal punto di vista della microcriminalità. «C’è da aver paura anche di giorno», fa presente Francesco Menegazzi, «non è possibile che i dipendenti non si sentano tranquilli ad andare sul posto di lavoro».

Non solo la casa “rossa”

A inizio mese, poco distante dal distretto, è stata abbattuta la casa “rossa”, vicino all’hotel Giovannina, per i residenti della zona la “casa degli orrori”. Una base per lo spaccio, una piazza per il consumo. Per molto tempo, infatti, gli spacciatori sostavano a ridosso del muro della proprietà e oltre a spacciare fungevano anche da “palo” mentre i tossicodipendenti andavano a consumare all’interno. La situazione, però, è rimasta pressoché invariata e, abbattuto l’edificio, il degrado della zona è comunque rimasto.

Furti e paura

«Qualche giorno fa», aggiunge Menegazzi, «una dipendente uscendo si è ritrovata un uomo che cercava di rubarle la bicicletta e, quando ha gridato per fermarlo, lui ha deciso di rubarne un’altra».

Un esempio che racconta bene la quotidianità di quell’area dove, da tempo, i residenti lamentano la mancanza di sicurezza, dicendosi esasperati. Così, anche i lavoratori del distretto si lamentano del clima che si respira, soprattutto quando le luci negli ambulatori si spengono e, di sera, escono per tornare verso la propria auto. «Hanno paura, c’è una percezione diffusa di mancanza di sicurezza che non è più tollerabile. Il personale non dovrebbe farsi problemi a entrare o uscire dal lavoro», aggiunge.

La provocazione

Menegazzi, poi, lancia una provocazione: «Qui sorgerà la Casa della comunità, non una casa circondariale, per questo è necessario intervenire». Insomma, per la Uil è arrivato il momento di affrontare di petto la questione della sicurezza, le cui sfaccettature coinvolgono non solo i residenti della zona, ma anche chi frequenta ogni giorno via Cappuccina per lavorare o per sottoporsi a visite ed esami. L’appello, dunque, è politico.

Il nodo parcheggi

Accanto, poi, al discorso sulla sicurezza, la Uil ricorda come la convenzione per i venti parcheggi agevolati per il personale sia in scadenza, ma sul rinnovo non ci sono ancora certezze. L’accordo tra Usl 3 Serenissima, Comune di Venezia e Avm-Atm termina, infatti, alla fine di marzo.

A rispondere, è l’assessora ai lavori pubblici, Francesca Zaccariotto: «Quella convenzione era stata concessa da Avm, non dal Comune, perciò è bene che si senta direttamente l’azienda». L’auspicio del sindacato non è solo quello di un rinnovo, ma anche di un aumento di posteggi convenzionati.

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia