«Il Punto nascita non si tocca»: Portogruaro sfida la Regione

In tanti davanti all’ospedale per fermare la chiusura. Il sindaco Toffolo: «Pronti a un’azione legale». Sambo (Pd): «Non si può decidere solo sulla base dei numeri»

Rosario Padovano
Il sit-in per dire no ala chiusura del Punto nascita di Portogruaro (ph Bortoluzzi)
Il sit-in per dire no ala chiusura del Punto nascita di Portogruaro (ph Bortoluzzi)

No alla chiusura del Punto nascita di Portogruaro. Tutti uniti. Manifestazione riuscita la mattina di oggi, venerdì 9 ottobre,fuori dall’ospedale.

Luigi Toffolo, il sindaco di Portogruaro, non esclude azioni legali.

«Il documento in quinta commissione in Regione lo abbiamo firmato tutti noi sindaci», dichiara, «Sono tante le motivazioni. I tempi sono cambiati le leggi vanno riviste. Dieci punti nascita sono sotto i 500 parti, ma di questi 10 solo 4 sono inidonei. Gli altri sei hanno avuto la deroga. Vorrei che la Regione ci parlasse ….faremo un’azione legale per salvare il punto nascita».

Parte dei manifestanti, almeno 150, ha contestato il sindaco in alcuni punti del suo intervento ma Toffolo ha replicato anche sulle scelte del passato.

La consigliera regionale Pd Monica Sambo ha dichiarato che il Veneto non può basarsi solo sui numeri e può recuperare il modello Venezia. «Al punto nascita di San Giovanni e Paolo stanno partorendo anche donne di Mestre», ha fatto notare, «L’errore più grande è non ascoltare i territori».

Depositata in Regione una mozione ancora da discutere.

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