Porto Marghera, protesta contro Eni: «Picchi di benzene, la salute prima dei profitti»

Oltre cento persone sono scese in strada in via della Chimica per denunciare i picchi di benzene rilevati da Arpav anche vicino alla scuola elementare di Malcontenta. I comitati contestano l’assenza di Eni Versalis al tavolo di confronto e chiedono interventi urgenti per la sicurezza degli impianti

Alessandro Abbadir
La manifestazione
La manifestazione

Oltre un centinaio di persone con striscioni, megafoni e cartelli si sono date appuntamento ieri mattina a ridosso dell’area industriale e dei serbatoi di Porto Marghera in via della Chimica per dare vita a un’accesa manifestazione di protesta.

In prima fila i cittadini e i militanti dei comitati ambientalisti, scesi in strada per denunciare i picchi di benzene nell’aria registrati a Malcontenta nei mesi scorsi e per contestare duramente la scelta di Eni Versalis di non presentarsi al tavolo di confronto richiesto.

Campeggiavano messaggi inequivocabili: “Eni basta benzene” e “Stop inquinamento, la salute prima di tutto”.

«Questa mattina doveva tenersi l’incontro richiesto dal Coordinamento no inceneritori e dal Comitato tutela ambiente salute Malcontenta con la direzione di Eni Versalis sull’inquinamento da benzene proveniente dal parco serbatoi. Eni pochi giorni fa ha comunicato che non avrebbe partecipato. A questo atteggiamento diciamo basta», ha scandito durante il presidio Roberto Trevisan del Coordinamento Comitati No Inceneritori. Una presa di posizione netta che ha spinto i militanti a rilanciare la mobilitazione. Nel corso degli interventi, i partecipanti hanno rimarcato come l’assenza della dirigenza Versalis «confermi la volontà di usare questo territorio come “zona di sacrificio” dove i profitti vengono prima della salute».

Nel mirino dei comitati sono finiti anche gli aspetti manutentivi degli impianti: «Questa azienda copre la mancanza di investimenti in manutenzione e sicurezza, causa delle emissioni dai serbatoi di benzene, nascondendosi dietro la falsa immagine di uno stabilimento che funziona con le migliori tecnologie. Affermazioni smentite dai continui guasti degli ultimi anni».

La protesta nasce a seguito dei rilievi condotti dall’Arpav che, nel corso dei mesi, hanno evidenziato critici picchi di benzene in determinati orari. Valori sopra la norma registrati anche a ridosso della scuola elementare di Malcontenta.

Episodi a seguito dei quali i comitati avevano sollecitato Comune e Usl 3 ad avviare un’indagine epidemiologica.

«Nonostante questo atteggiamento di rifiuto al confronto nelle prossime settimane le mobilitazioni proseguiranno per imporre investimenti adeguati e in tempi immediati per mettere in sicurezza gli impianti, come intimato anche da Arpav che ha dato all’azienda 20 giorni di tempo per mettere nero su bianco il proprio piano di azione», ha ribadito Enrico Pellegrini, presidente del Comitato Tutela Ambiente e Salute di Malcontenta. La protesta guarda infine al modello di sviluppo dell’intera laguna: «Lo scavo dei canali industriali, la futura isola di raccolta dei fanghi, le grandi navi che restano in laguna, i depositi di terre rare e il nucleare», hanno concluso gli organizzatori della protesta, «sono un futuro fatto di zero occupazione e zero qualità della vita in tutta la gronda lagunare. Bonifiche e riconversioni ecocompatibili con i territori rappresentano il presente e il futuro per cui ci mobilitiamo. Non ci bruceranno il futuro». Il gruppo Eni per il momento non rilascia commenti.

 

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