Ponte sul Brenta senza ciclabile cresce la rabbia dopo Cavallino

Pressing di “Chioggia Viva” che aveva già ottenuto il voto unanime in Consiglio  L’ordine del giorno impegnava la giunta a realizzare la pista ai lati della struttura
Elisabetta B. Anzoletti



CHIOGGIA

«Ovunque piste ciclabili, a Chioggia mai». La polemica, sollevata da molti consiglieri comunali, nasce sulla scia degli enormi disagi provocati per tre mesi e mezzo dal cantiere sul ponte del Brenta e si alimenta di nuove amarezze in questi giorni con l’inaugurazione del primo tratto della nuova pista ciclabile che da Cavallino porterà a Punta Sabbioni. Da sempre il ponte del Brenta è percorso da migliaia di ciclisti che si spostano da Sottomarina a Isola Verde, ma l’esigenza di un percorso dedicato alle due ruote è emersa ancora più prepotentemente negli ultimi mesi quando i ciclisti erano costretti a immettersi in mezzo al traffico sempre intenso dell’unica corsia aperta sul ponte del Brenta, regolata con un senso unico alternato. Una presenza pericolosa e che rallentava ancora più il flusso di transito di auto e camion.

Proprio con questa prospettiva a gennaio i consiglieri comunali di ChioggiaViva avevano presentato un ordine del giorno, votato in Consiglio comunale all’unanimità. Nel documento si chiedeva di “impegnare la giunta a avviare tempestivamente, in accordo con Anas, un progetto per la realizzazione di una pista ciclabile laterale al ponte, sul modello di quella realizzata sul ponte della Libertà che porta a Venezia, per consentire ora, ma anche dopo il completamento dei lavori, un sicuro attraversamento del ponte da parte dei tanti ciclisti che lo utilizzano giornalmente”. Tutte le forze politiche hanno condiviso l’importanza della richiesta sostenendo l’ordine del giorno peccato però che sia rimasto lettera morta. Nel frattempo Anas ha aperto e chiuso il cantiere, con 111 giorni di disagi pesantissimi per tutto il territorio chioggiotto.

In questi giorni la notizia della nuova pista ciclabile di Cavallino ha buttato benzina sul fuoco. «Con l’ordine del giorno presentato il 25 gennaio», spiega in uno sfogo via social, la capogruppo di ChioggiaViva, Marcellina Segantin, «e votato all’unanimità, avevamo chiesto che venisse realizzata una pista ciclabile sul ponte che attraversa il Brenta… Sembra che dovunque si possano fare tranne che da noi». Gli fa subito il collega di lista Leonardo Ranieri: «Purtroppo secondo qualcuno queste opere non portano voti… miopia… Per decenni ci si è solo lamentati, divisi e non si è fatto squadra. Le battaglie non sempre si vincono ma le buone idee e le buone pratiche prima o poi saranno prese in considerazione. Bisogna continuare a crederci». Amareggiata anche la capogruppo del Pd, Barbara Penzo. «In un’epoca», spiega, «in cui le parole chiave nel contesto europeo sono transizione ecologica, sostenibilità ambientale, mobilità dolce, turismo lento, infrastrutture sostenibili, slow mobility, green bike palm… Noi siamo ancora qui, con la bicicletta in mezzo alla Romea in un ponte appena ristrutturato. ..». —



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