Poliziotta in coma chiesta l’archiviazione

La Procura della Repubblica ha chiesto l’archiviazione per il fascicolo senza indagati per istigazione al suicidio relativo al caso di Maria Teresa Trovato Mazza, chiamata da tutti Sissy, la...

La Procura della Repubblica ha chiesto l’archiviazione per il fascicolo senza indagati per istigazione al suicidio relativo al caso di Maria Teresa Trovato Mazza, chiamata da tutti Sissy, la poliziotta penitenziaria di 30 anni in servizio al carcere femminile della Giudecca che si trova in coma dal 1° novembre 2016, da quando è stata trafitta alla testa da un colpo di pistola. L’agente si trovava al piano terra del padiglione Jona dell’Ospedale Civile per un servizio di vigilanza su una detenuta che aveva partorito.

Il proiettile calibro 7.65 sparato dalla sua Beretta di ordinanza l’aveva fatta stramazzare al suolo, facendola finire con parte del corpo dentro all’ascensore. Un colpo devastante, che però non aveva ucciso l’agente di polizia penitenziaria. Da allora Sissy si trova in stato vegetativo in una clinica specializzata.

L’inchiesta è stata condotta dalla sostituto procuratore Rosa Gaetana Liistro che da qualche mese è impegnata con il concorso a Roma per i nuovi magistrati. Il fascicolo è ora di competenza della collega Elisabetta Spigarelli, che ha firmato la richiesta di archiviazione. Una decisione, condivisa con il procuratore capo Bruno Cherchi, basata sul fatto che le indagini non hanno evidenziato elementi tali per cui si possa ipotizzare qualcosa di diverso di un tentato suicidio. Ma la famiglia, che si è ora affidata all’avvocato Fabio Anselmo (già difensore delle famiglie Cucchi e Aldovrandi), è convinta sin dal primo giorno che Sissy non avrebbe mai potuto togliersi la vita e che quindi si sia trattato di un tentato omicidio. Proprio qualche giorno prima del fatto, secondo quanto dichiarato dai genitori, Sissy avrebbe confidato loro episodi di maltrattamenti e di consumo di droga all’interno del carcere. «Stiamo esaminando gli atti della Procura che sono tanti», spiega l’avvocato Anselmo, «Al momento rimane ferma l’intenzione di presentare opposizione all’archiviazione». Sulla richiesta della Procura dovrà esprimersi nei prossimi mesi il giudice per le indagini preliminari che, di fronte all’eventuale richiesta di opposizione all’archiviazione, potrebbe disporre nuove indagini.

Gli approfondimenti fatti nel corso delle indagini dalla Procura non hanno permesso di individuare elementi utili a sostenere che qualcuno abbia sparato a Sissy o che qualcuno l’abbia indotta a puntarsi l’arma sulla testa e premere il grilletto. Nessun riscontro sarebbe arrivato dalle telecamere interne dell’ospedale Civile, che però non inquadrano i momenti precisi durante i quali è avvenuto lo sparo. E lo stesso dicasi in relazione ai risultati dello “stub”, ovvero la ricerca di residui di polvere a sparo. Tra i dubbi sollevati dalla famiglia dell’agente, quello relativo alla localizzazione della pistola quando Sissy è stata trovata riversa nell’ascensore. Diverse le perizie effettuate sia dalla Procura, sia dai consulenti di parte. Ora i familiari della 30enne avranno trenta giorni di tempo per presentare richiesta di opposizione all’archiviazione, dopodiché la parola passa al gip.

Rubina Bon

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