Polemica sul bilancio «Porta Nuova senza copertura finanziaria»

Giovanni Cagnassi

SAN DONà

Bufera sul bilancio appena approvato e subito la Porta Nuova torna al centro del dibattito politico in Consiglio comunale. Se la giunta sostiene di aver fatto finalmente quadrare i conti senza aumenti di tasse e mantenendo i servizi, l’opposizione si scaglia contro l’operazione da 15 milioni di euro a nord della città, con Cantina dei Talenti, piazza della frutta e zona fieristica, cui si aggiungerà il polo intermodale con nuova autostazione e stazione ferroviaria. Il capogruppo di FdI Massimiliano Rizzello e il consigliere Arturo Giordano ritengono che Porta Nuova sarà solo un debito e i privati non si affacceranno per investire tutto quel denaro. Finora sono arrivati i 2 milioni del bando periferie, i 5 milioni per la rigenerazione urbana con il Pnrr. Ma il Comune dovrà investire 4 milioni per la viabilità. «A conti fatti, un’operazione da 19 milioni di euro», spiegano, «come gruppo consiliare abbiamo votato contro il documento di programmazione e al bilancio perché uno dei principali investimenti è la porta nuova che allo stato attuale non ha la copertura finanziaria, quindi con il rischio futuro di trovare un’opera incompleta o un indebitamento incalcolabile che potrebbe vincolare il futuro della nostra città». Sulla stessa linea, il commissario di FdI, Alberto Zorzenoni: «Siamo di fronte a un bilancio che si presenta come inizio della campagna elettorale con progetti che così strutturati non porteranno al miglioramento della città», aggiunge, «anzi potrebbero condurre a un indebitamento della comunità con una ricaduta sulla tasche dei cittadini. I debiti non si valutano solamente sulla loro identità numerica, ma sui benefici al territorio. A distanza di 9 anni questa amministrazione dimostra incapacità di gestire la cosa pubblica». Voto contrario anche per Simone Cereser della lista Zaccariotto. «Il bilancio presentato in Consiglio comunale è sembrato una televendita per cercare di convincere i cittadini sulla bontà del loro operato». —

Giovanni Cagnassi

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