«Pochi camici bianchi e tantissimi infermieri nei centri vaccinali» Divampa la polemica

veneto orientale
Tanti infermieri e pochi medici nei punti vaccinali, protestano i cittadini che si sono presentati ai vari punti vaccinali nel Veneto orientale. Una polemica sollevata nei giorni scorsi quando i medici di medicina generale si sono organizzati in ambulatori e centri messi a disposizione da Comuni e parrocchie, come in via Rorato a San Donà o al palazzetto Antiche Mura di Jesolo. Intanto arriva lo stop dei vaccini somministrati dai medici di base: questa settimana il servizio è sospeso per la mancanza di dosi. Non ne sono arrivate abbastanza tra San Donà, Jesolo e Portogruaro e così, a meno di invii all’ultimo minuto, i medici si sono presi una pausa obbligata per una settimana. Lo ha annunciato il coordinatore dei medici nel Veneto orientale, il dottor Luigi Xausa, che ha voluto rispondere anche alle critiche mosse sulla presunta scarsa presenza dei medici a vantaggio degli infermieri che sono gli operativi per le vaccinazioni.
In questi giorni di dibattito e tensioni sul piano vaccinale c’è stato anche chi ha criticato i medici per l’alternanza al posto di lavoro in ambulatorio e i soldi percepiti. «Mi sembrano polemiche infondate oltre che ingiuste», spiega il dottor Xausa che è uno degli artefici dell’organizzazione dei medici di base che hanno effettuato già oltre un migliaio di vaccini alla popolazione residente nel Veneto orientale, «Per prima cosa ci siamo organizzati in tre gruppi per complessivi 130 medici che si sono messi a disposizione. A questi vanno aggiunte segretarie e infermieri. E anche le autoambulanze a nostre spese, così come appunto gli infermieri che oggi vengono pagati circa 35 all’ora, mentre l’autoambulanza con il personale costa circa 50 euro l’ora, salvo convenzioni che possono portare il costo a circa 30 euro. I medici sono presenti e si turnano nei vari punti vaccinali. Ce ne sono solitamente 4. E possono decidere di essere presenti oltre il loro orario di lavoro oppure durante, garantendo però un sostituto. Percepiamo 6,12 euro per vaccino, una somma che consente di fatto di pagarci le spese, non certo guadagnarci».
«Il nostro è quindi un servizio alla comunità», aggiunge, «a fronte di costi che per il servizio pubblico sono ben più alti. Il medico è presente, valuta il paziente, esamina i documenti. Quindi si tratta di una doppia valutazione perché si aggiunge a quella dell’Usl. Un servizio attento e scrupoloso che credo debba essere preso in considerazione per l’apporto che può dare e non bersaglio di critiche ingiuste. Noi, a regime, possiamo arrivare a somministrare 120 vaccinazioni all’ora. Per questa settimana sospenderemo il servizio per la mancanza di dosi, mentre l’Usl continuerà seppure a ritmo ridotto».
Oggi niente vaccinazioni e domani le seconde dosi agli anziani a San Donà e Portogruaro le classi 1942-1951. Tutto potrebbe cambiare ancora se arriveranno altre dosi. —
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