Pochi abbonamenti al Venezia «È colpa del vecchio stadio»

I tifosi: «Andare fino a Sant’Elena è come essere in trasferta ad ogni partita» Nessuna risposta alle richieste di avere più motonavi e parcheggi al Tronchetto
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 15.04.2017.- Calcio Venezia/Fano. Curva sud
Interpress/M.Tagliapietra Venezia 15.04.2017.- Calcio Venezia/Fano. Curva sud



Il nuovo stadio serve come il pane ma non solo, perché occorre creare quello zoccolo duro di tifosi che pare mancare. I numeri degli abbonamenti allo stadio per il Venezia parlano al negativo; c’è chi si aspettava di sfondare le 2mila unità, invece si sono fermati a 1.748 e tra gli appassionati si tenta di trovare delle risposte a un Penzo che dovrà essere riempito con i risultati dalla squadra di Stefano Vecchi.

«La gente è stanca di andare sino a Sant’Elena», commenta il rappresentante della Curva Sud Andrea “Kaos” Vianello «perché ogni volta significa essere in trasferta: dopo il Benevento, quando si è giocato alle 21, molti appassionati sono arrivati a casa dopo l’1 di notte. Avevamo chiesto alla società che si coprisse il nostro settore, si parlava di potenziare le motonavi e avere dei parcheggi al Tronchetto. Purtroppo la situazione è questa».

Per Matteo Senno, presidente della commissione Sport del Comune di Venezia, il nuovo impianto darà un impulso all’intera tifoseria. «Lunedì prossimo», spiega, «il progetto arriverà proprio in commissione dopo che oggi (ieri, ndr) la proposta di delibera è passata in giunta. La società Venezia sta facendo molti sforzi e, in questo senso, il Comune è in piena sintonia e la sta supportando».

Per Angelo Torresin, presidente del Centro coordinamento Venezia, ha inciso anche il caso in Federazione per i tornei a 19 e 22 squadre. «È stato uno dei fattori», commenta, «ma vorrei che ci fossero più abbonati pure dalle isole veneziane. Ne basterebbe un migliaio dal solo Lido».

Anche per Ettore Perocco (Alta Marea) è assente il pubblico veneziano: «La città ha pochi abitanti e non c’è uno zoccolo duro, mancano i giovani. Serve quell’attaccamento presente in piazze come Padova e Vicenza. Inoltre i tifosi non sanno aspettare, alla prima difficoltà avanzano dei dubbi: dopo tutto Vecchi arriva da una società come l’Inter. Serve pazienza perché la società e il presidente Tacopina stanno facendo il massimo». Per Luigi Carbon dell’associazione Venezia club, tutto è partito dalla fusione del 1987. «Manca una forte identità», osserva, «e non so cosa possa cambiare con il futuro impianto, a meno che non si vada in Serie A e ci si resti».

Per un ex del Venezia, Manolo Gennari, spesso presente sulle tribune del Penzo, il mercato potrebbe avere inciso ma resta fiducioso. «Non ci sono più Inzaghi, Audero e Stulac», dice, «e forse sarebbe bastato un nome per tenere viva la piazza. Qualche risultato non c’è stato ma credo che basti poco per riaccendere l’entusiasmo del pubblico. I valori delle squadre sono equilibrati. Se fai un filotto, la gente ritorna». —



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