«Più servizi per le famiglie altrimenti le lavoratrici saranno più penalizzate»

Può una mamma lavoratrice avere la stessa carriera di un uomo? Nella maggior parte dei casi no.
Tra i motivi c’è l’assenza di servizi che impedisce a una donna di avere lo stesso tempo da dedicare al lavoro di un uomo. «Quello che manca di più sono i servizi alle famiglie in ottica di flessibilità», spiega l’avvocata Claudia Baggio. «Se nelle aziende ci sono tendenzialmente strumenti e tutele per le dipendenti e per le madri lavoratrici a essere scoperte da aiuti adeguati sono invece le libere professioniste». Le libere professioniste non hanno orari, non conoscono i rientri, non dicono no se il lavoro chiede di esserci nei giorni festivi o se devono usare il proprio tempo per studiare o migliorare la propria carriera.
«È proprio nelle mansioni più autorevoli e nei momenti in cui occorre essere competitivi che la disuguaglianza con i colleghi maschi si manifesta in modo più significativo per una professionista madre», prosegue l’avvocata. «Con appropriati investimenti andrebbe ripensata la copertura e la flessibilità dei servizi, anche se una maggiore sensibilità nell’organizzazione del lavoro in generale non guasterebbe».
La situazione in cui si ritrovano sempre più donne che vogliono realizzarsi professionalmente pur avendo figli è sempre più evidente. Serve una svolta nel mondo del lavoro che dia a ogni donna la possibilità di essere madre e lavoratrice. —
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