Piste ciclabili, la rete sale a 136 chilometri nuovi percorsi pensati per il cicloturismo

Boraso lancia l’idea: «Collegamento tra Venezia e Treviso, coinvolgeremo tutte le amministrazioni lungo il Terraglio»



I rattoppi tra monconi di piste ciclabili, ma sopratutto la nascita di una rete ciclabile che potremmo definire metropolitana, pensata per le gite del fine settimana e i cicloturismo.



A fronte di piste in rampa di lancio - con i cantieri aperti o progetti in fase di definizione - c’è un’idea coltivata dal Comune, sulla quale comincerà a lavorare dalle prossime settimane. «Una sola pista ciclabile tra Venezia e Treviso, coinvolgendo tutte le amministrazioni lungo il Terraglio», dice l’assessore alla Mobilità, Renato Boraso, «con la quali dovremo aprire un dibattito. Aperto il confronto e realizzato il progetto, non credo che avremo difficoltà a trovare un finanziamento dalla Regione». L’idea è stata lanciata ieri alla presentazione della Settimana della Mobilità (il programma nell’articolo qui sotto, ndr).



Dopo lo sviluppo della rete urbana il nuovo piano di espansione (che porterà la rete a un totale di 136 km) guarda alle gite del fine settimana e ai cicloturisti, rendendo accessibili i boschi, come quello di Favaro, e creando le premesse per creare una rete con altre aree della provincia, come Quarto, Jesolo e le spiagge o la Riviera del Brenta.



Lungo la gronda lagunare è in programma la ciclabile per collegare Dese, Tessera e Ca’ Noghera, finanziata con due milioni da Save e oggi in fase di progettazione. Tra Favaro e Dese sarà conclusa entro fine anno la ciclabile (lunga 3 chilometri, costo 1 milione di euro) che poi il Comune è intenzionato a far proseguire lungo l’argine del Sile, per poi collegarsi all’area archeologica di Altino. Con un collegamento da Portegrandi a Caposile (inaugurata l’anno scorso) per raggiungere Jesolo.



Due le direttrici verso Nord. Per ciò che riguarda Zelarino (vie Castellana, Scaramuzza e Gatta) il progetto è nella fase esecutiva: il percorso sarà di 2,8 chilometri per una spesa di 2,3 milioni. Tanto, si dirà: e in effetti il costo è elevato perché per realizzare la ciclabile bisognerà procedere con molti espropri e procedere alla “riapertura” dei fossati che verranno chiusi per lasciare il posto ai percorsi. L’altro intervento - 2,4 chilometri per una spesa di 600 mila euro, cantiere aperto pochi giorni fa - è quello lungo l’ex linea ferroviaria della Valsugana. L’intervento si concluderà ad Asseggiano ma l’obiettivo, collaborando con i comuni di Martellago e Scorzè, è di collegarsi alla Treviso-Ostiglia.



L’altra direttrice guarda a sud e alla Riviera del Brenta: con i soldi raccolti dalle multe degli autovelox Veneto Strade, con i comuni di Venezia e Mira, sta progettando la pista ciclabile lungo via Padana, per un investimento di 1,5 milioni di euro. —



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