Pipino cade dalla branda rinviato l’interrogatorio

È stato ricoverato all’Ospedale civile e il giudice Lancieri non ha potuto sentirlo La Cassazione, che doveva confermare la condanna a 11 anni, rinvia l’udienza
Di Giorgio Cecchetti

Doveva essere interrogato ieri dal giudice Barbara Lancieri, che avrebbe dovuto valutare se c’erano gli elementi per convalidare il fermo chiesto dal pubblico ministero Federico Bressan. Ma nella notte tra mercoledì e giovedì Vincenzo Pipino, noto con il soprannome di ladro gentiluomo e conosciuto anche perché autore di un libro sulle sue disavventure, era stato ricoverato presso l’ospedale Civile di Venezia a causa di una brutta caduta. Così, l’interrogatorio è stato rinviato ad oggi: se le sue condizioni di salute lo permettono già questa mattina Pipino potrebbe essere stato dimesso e allora il giudice Lancieri lo sentirà a Santa Maria Maggiore, altrimenti l’interrogatorio si svolgerà in Ospedale. Stando alla prima ricostruzione, Pipino sarebbe caduto durante la notte dal letto, una caduta che gli avrebbe provocato la frattura di una costola, ma ancora non è chiaro quali siano state le conseguenze. C’è da sottolineare che, a causa del sovraffollamento, nelle celle i letti a castello arrivano fino a tre e, se si cade dall’altro, il volo è di almeno due metri.

Il pubblico ministero Bressan ha fatto fermare Pipino dalla Squadra mobile perché si trova indagato per associazione a delinquere finalizzata alla clonazione di carte di credito assieme ad altri, che sono a piede libero, ma l’inchiesta va avanti ormai da più di un anno. Il timore è che fuggisse perché la Corte di cassazione, due giorni fa, avrebbe dovuto confermare una sentenza che lo aveva condannato a undici anni di reclusione. Naturalmente Pipino, difeso dall’avvocato Marco Zanchi, sapeva dell’udienza e gli inquirenti, dando per scontato, che i giudici romani confermassero quella condanna hanno ritenuto di anticipare le mosse del pregiudicato. Ma la Cassazione ha rinviato l’udienza a data da destinarsi (significa almeno di sei mesi) e quindi niente ordine di carcerazione per undici anni.

Pipino, comunque, si difende sostenendo che non aveva alcuna intenzione di fuggire, tanto che si era presentato ai carabinieri della stazione della Giudecca, dove abita, per spiegare loro che sarebbe partito per Roma per alcuni giorni per partecipare alla realizzazione di un film-documentario sulla sua vita girato da Sky e, sapendo che prima o pio gli sarebbe stato notificato l’ordine di carcerazione dopo la sentenza della Corte di Cassazione, si sarebbe costituito a Roma, per rimanere nel carcere della capitale piuttosto che essere rinchiuso in quello di Santa Maria Maggiore. Nonostante questo, però, gli inquirenti lo hanno seguito ed arrestato, evidentemente non credendogli, anche se Pipino ormai ha già settanta anni.

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