Picchiato a sangue calci e pungni a Santa Margherita

Rissa con una testa rotta, nella notte tra domenica e lunedì, tra l’ospizio di Santa Marta e Santa Margherita. Protagonisti, da una parte un gruppo di “punk abbestia” e dall’altra il leader del gruppo di street art russo “Voina Group”. Quest’ultimo poi è stato “consegnato” ferito alla polizia dagli stessi anarchici. Non sono chiari i motivi che hanno spinto i “punk abbestia” a picchiare a sangue il russo che ieri pomeriggio è stato arrestato perché destinatario di un mandato di cattura internazionale. Il russo, assieme alla compagna e ai due loro figli, da qualche tempo è ospite dell’ex ospizio di Santa Marta, struttura occupata da quanto rimane del gruppo di anarchici che avevano occupato Ca’ Tron, poi fatta sgomberare dal Rettore, e da altri giovani espulsi da centri sociali perché coinvolti in spaccio e altri reati che poco hanno a che fare con l’impegno alla disobbedienza. Sta di fatto che domenica scoppia la rissa, da una parte una decina di “punk abbestia” e all’altra il russo. Prima i “punk abbestia” chiudono a chiave i due bambini della coppia russa in casa e poi aggrediscono il loro padre intervenuto per liberare i piccoli. In dieci contro uno. Lo straniero viene picchiato duro. Viene bastonato a sangue. Chi lo picchia, non guarda dove i colpi finiscono. Parecchie bastonate lo raggiungono alla testa. Viene lanciato a terra tramortito e sanguinante. I dieci colpiscono anche la compagna del russo che aveva cercato di aiutare l’uomo. Quindi liberati i piccoli la coppia si allontana verso campo Santa Margherita. I picchiatori chiamano la polizia e praticamente consegnano alle forze dell’ordine il russo, sapendo bene che è destinatario di un mandato di cattura internazionale emesso da un tribunale russo. Lui e il suo gruppo di artisti sono perseguitati dal regime di Putin. Una volta trovato, la Digos lo porta in questura e in serata lo mette in stato di fermo, in attesa di ottenere tutta la documentazione per arrestarlo. Sulla pagina “Fb” del gruppo Voina si possono vedere le foto di come è stato ridotto dagli aggressori.
Carlo Mion
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