Pesce: «I capannoni finiranno in Procura»

La vicenda delle opere abusive negli impianti sportivi scatena la discussione in Consiglio

MARTELLAGO. Polemica in Consiglio a Martellago per la vicenda del capannone abusivo, già rimosso dalla società di calcio Real Martellago, all’interno dello stadio di via Trento. Il rappresentante del gruppo Misto, Gianfranco Pesce, ha promesso che la vicenda non sarà accantonata e minaccia di rivolgersi alla Procura della Repubblica a Venezia se sarà necessario.

La vicenda era scoppiata nei giorni scorsi, dopo lettera inviata da Pesce dove «si chiede quale sia la consistenza dei fabbricati e strutture esistenti alla data odierna e relative regolarità urbanistiche negli impianti sportivi di: Maerne via Manzoni e via Olmo, via Trento a Martellago e via Gioberti a Olmo».

E da qui è partita l’interrogazione del gruppo Misto. «Nella missiva avevo solo posto una domanda che ancora non ha ricevuto una risposta», dice Pesce, «e perché è stato richiesto lo smontaggio di un’opera abusiva? E perché in questi tre anni di mandato non si è mai controllo se gli impianti fossero in regola?».

Da qui è partito il dibattito, con l’assessore all’Urbanistica Valerio Favaron che ha replicato come la rimozione del fabbricato di 200 metri quadrati sia stata fatta dalla società.

«Del problema impianti se n’era già parlato nella seduta precedente sempre su richiesta dello stesso Pesce», osserva Favaron, «e poiché le sedute sono pubbliche, il Real Martellago può aver scelto di togliere il capannone per non creare delle difficoltà».

Pesce, ricordando la buona fede della società, non si è accontentato di questa riposta e ha chiesto altri chiarimenti sull’abuso. La struttura era in ferro e travi, a fianco della tribuna, ed era stata realizzata qualche anno fa; era non solo ad uso magazzino ma anche luogo per trascorrere qualche ora in compagnia, momenti ricreativi o mangiare qualcosa assieme.

Alessandro Ragazzo

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